Vita da dj: 60mila euro per un’ora di musica

Il più famoso, Tiesto, ha inaugurato i Giochi Olimpici. E c’è chi lo fa per passione, come l’imprenditore Coccoluto

Lavinia Borea

da Milano

Basta con figli avvocati, commercialisti, ingegneri: le professioni sicure non esistono più. Allora meglio un figlio dj. Non potete dirgli di no. Del resto gli psicologi, per non parlare addirittura del codice civile, raccomandano l’educazione della prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni, e soprattutto le tariffe orarie di un dj di fama fanno invidia ai più affermati professionisti, forse anche ai calciatori.
I dj sono i nuovi divi, popstar acclamate da una folla in delirio, che accorre da ogni parte. Riempiono stadi e maxi discoteche, attirano milioni di adepti che li adorano. La vera star è giovedì al Thirst di Dubai, venerdì al Club Gaudì di Mosca, sabato all’Energy-Diabolika di Roma, la settimana dopo all’Expo Center di Kiev, quindi all’Amnesia Cream di Ibiza. Tre, quattro serate la settimana nei posti più disparati. E per tutto l’anno: non c’è alta o bassa stagione. Le tariffe? Non esiste un listino e il mercato è decisamente poco trasparente. I più famosi chiedono 60-70mila euro a serata, per suonare un’oretta; poi, se la situazione piace e diverte, possono concedersi un po’ più a lungo. Al compenso per la serata si aggiungono la limousine e il jet privato, la camera in albergo a 5 stelle per sé e le 5-6 persone dello staff, un tavolo riservato nel privé della discoteca e un impianto tecnico da fare invidia alla Nasa. In un’ora un dj di fama guadagna più dello stipendio medio annuale di un salariato e non deve preoccuparsi delle ferie. Sembra che i cachet siano un po’ scesi negli ultimi due anni, dopo il boom, ma le tariffe rimangono ai massimi livelli per le date più richieste. Non tutte le stelle però brillano allo stesso modo: secondo Luca Marino, titolare della Jayvip Agency, «c’è un gap enorme tra le star e gli altri. I meno famosi devono accontentarsi di qualche migliaio di euro; alcuni suonano anche gratuitamente pur di apparire nelle discoteche con un marchio forte come la Baia di Rimini, il Cocoricò di Riccione, il Tenax di Firenze o il Goa di Roma». L’ambasciatore delle nuove tendenze musicali da disco è l’olandese Tiesto, eletto migliore dj del mondo per il terzo anno di fila. Lo scorso anno Tiesto ha inaugurato i Giochi Olimpici di Atene davanti a una platea televisiva di 4 miliardi e 600 milioni di spettatori. All’Amnesia di Ibiza, lo scorso 18 agosto, la sua esibizione ha fatto il tutto esaurito. L’attesa è stata di ore, ma ne è valsa la pena. Quando alle 4.30 del mattino Tiesto ha iniziato a suonare, il ritmo è cambiato e il suo stile ipnotico ha mandato la folla in visibilio, con tanto di ovazioni.
Anche l’Italia ha il suo divo: Claudio Coccoluto. Claudio è famoso per produzioni discografiche come Belo Horizonte che ha raggiunto i vertici delle classifiche internazionali, con oltre un milione di copie. Coccoluto è un dj imprenditore: controlla la discoteca Goa di Roma, l’AreaCity di Mestre e il Sueno di Formentera; è richiesto nelle piste più famose. È l’unico italiano nella lista dei 20 dj più conosciuti al mondo, una fama da popstar internazionale ma una vita da pater familias (sposato da 10 anni dopo un fidanzamento di 13 e due figli). «Mi piace fare il dj ma poi tornare a casa a raccogliere le foglie in giardino. La credibilità è alla base del successo. Io metto la mia faccia per far divertire la gente».
I veri dj comprano ancora i dischi di vinile e spendono cifre da capogiro per rimanere aggiornati con le novità di tendenza. «Ci sono persone che guadagnano 1.300 euro al mese e fanno il doppio lavoro per potersi permettere questa spesa, lo spazzino di giorno e il dj di notte. Occorrono almeno 2-300 euro al mese per rimanere aggiornati con le novità, per un professionista la cifra sale a 6-700 euro» dice Luca Marino.