Vita dura per i turisti in camper

L’unico spiazzo in città è quello di Crescenzago: a pagamento, non custodito e spesso chiuso per evitare ai rom di occuparlo

Massimo Piccaluga

Siamo la seconda capitale turistica italiana dopo Roma. La «milanesità» attira ogni anno 10 milioni di visitatori. Eppure dietro questo dato tanto effervescente ci sono gravi zone d’ombra che non fanno onore alla città della moda, né a quella dei musei o semplicemente a quella variopinta dei Navigli. Dimostrando di non sapere discernere tra nomadismo e turismo familiare, Milano è ostinatamente chiusa a camper e roulottes. Alla carenza di spazi attrezzati per accogliere questa tipologia di visitatori, si somma infatti il divieto di sosta su suolo pubblico. Dicono i vigili dell’Ufficio Leggi presso la Polizia Municipale: una ordinanza che risale al 1988 punisce con una multa di 400 euro e con l’eventuale rimozione del mezzo i trasgressori.
«E pensare - ribatte un commerciante del centro - che anch’io giro in camper. Nelle altre città europee c’è sempre uno spazio attrezzato per la sosta. A Madrid, Londra e Parigi tutti sanno che i camperisti creano un buon indotto: usano i mezzi pubblici per arrivare in centro, visitano il locale caratteristico per fare uno spuntino, entrano nei musei, comprano cartoline e fanno shopping forse più dei frettolosi turisti d’affari...».
Però se a Milano vai in via Dogana agli sportelli della Azienda di Promozione Turistica (Apt) a chiedere quali aree a disposizione di camper e roulottes ci sono in città, gli addetti strabuzzano gli occhi e ti danno un depliant striminzito: solo il campeggio Aquatica di via Airaghi 61 a Quinto Romano, chiuso però a dicembre e gennaio e comunque ben distante dai mezzi pubblici. Oppure il campeggio dell’autodromo di Monza aperto solo da aprile a settembre e comunque ancora più lontano da Milano.
E basta? «Un altro posto attrezzato per camper ci sarebbe - svela a mezza voce l’addetto della Apt tirato per la giacchetta - è gestito da Atm e si trova alla fermata della Mm 2 a Crescenzago. Ma prima di raccomandarlo agli amici in visita a Milano vada a dargli un’occhiata».
L’area di Crescenzago è una spianata di cemento di 1.500 metri quadrati circa vicino a via Rizzoli, proprio a ridosso del parcheggio di interscambio della metropolitana. Ci sono gli allacciamenti elettrici. C’è pure uno scarico per le acque di scarto e un po’ di illuminazione notturna. «Sostare con camper o con roulotte costa 13 euro al giorno - dice l’addetto alla riscossione - e comunque l’area non è custodita». Non è un granché ma se non altro sarebbe comoda perché è a pochi metri dalla metropolitana. Il condizionale è d’obbligo poiché anche qui chiusure e aperture non seguono una logica «imprenditoriale».
«La mattina del 29 dicembre - svela Francesco Rossignoli, professore veronese di liceo, sposato con 5 figli, dunque camperista per hobby ma anche per necessità - siamo arrivati a Crescenzago dopo che il luogo ci era stato consigliato addirittura dal Camping Club Lombardo. Ma abbiamo trovato uno sbarramento di tipo militare». Motivo addotto dal custode: il timore che l’area potesse essere occupata da tribù di nomadi attirati dagli spazi di sosta insolitamente vuoti a causa delle vacanze di fine anno. E così il professor Rossignoli e famiglia, che nella loro ingenuità avevano sperato di trascorrere tre giorni a Milano per visitare musei, parchi e piazze storiche, lo stesso 29 dicembre rimettevano la prua del loro camper verso nord ripartendo alla volta di Verona. Unico lusso prima di ripartire: due ore di «sosta abusiva» nell’area antistante il Cimitero Monumentale per consentire ai bimbi di sgranchirsi le gambe.
Dunque? Giovanni Bozzetti, assessore comunale alla Moda, Turismo, Eventi e Marketing Urbano, allarga le braccia: «Evidentemente - dice - il turismo in camper non è ritenuto strategico dagli operatori privati, perché casomai compete loro promuovere nuove aree di sosta e non certo al Comune». Insistiamo: però l’Amministrazione potrebbe intervenire presso la Mm per riservare nei parcheggi di interscambio già esistenti nuovi spazi a pagamento anche per ospitare camper e roulotte. Idea peregrina? «Ripeto - risponde Bozzetti - il problema deve essere affrontato dall’iniziativa privata. Posso solo aggiungere che Palazzo Marino di certo non ostacolerà chi volesse dotare la città anche di queste strutture».