Una vita da favola

Orgoglio, tenacia, ambizione e sguardo verso orizzonti lontani. Ma anche sensualità e curiosità; grande amore per la bellezza e altrettanto grande desiderio di grazia. Il ritratto di Coco Chanel che Alfonso Signorini, direttore di «Chi» e «Sorrisi e canzoni Tv», traccia nel suo ultimo libro «Chanel Una vita da favola» (225 pagine, Mondadori, 18 euro) indaga tutti i lati del carattere e tutta la vita di Gabrielle Bonheur Chanel (1883-1971), una bambina ferita dalla morte della mamma che diventerà un’adolescente intristita dai lunghi anni di orfanatrofio e di collegio e infine una regina del gusto e una musa della bellezza che sarà consacrata da un successo immenso. Prima di diventare Coco, Gabrielle è solo una sartina di campagna, una graziosa fanciulla vestita da maschietto. Ma quando incontra Boy Capel, un inglese affascinante ed elegante, è subito emozione. È Boy, infatti, ad aiutare Gabrielle a guarirla dalla sfiducia. Nasce Coco Chanel, che trionferà nel mondo della moda con le sue creazioni piene di fantasia e di charme, che frequenterà Stravinskij, Cocteau e Picasso e che morirà senza più l’impero che aveva costruito ma con la fierezza di avere vissuto una vita da favola.