«Vita fragile», gli studenti si sfidano sulla povertà

Altro che bulli senza valori e svitati in cerca di divertimento, i giovanissimi e gli adolescenti di Milano sono «ragazzi sensibili e preparati, con un’intelligenza vivace e tanta voglia di impegnarsi, che hanno semplicemente bisogno di motivazioni e regole insieme per dare senso e forma alla loro creatività». Questo, almeno, il ritratto fatto dal professor Emilio Trabucchi, presidente degli istituti Martinitt, Stelline e Pio Albergo Trivulzio, piacevolmente colpito dalla sua esperienza di giurato all'interno del concorso «La vita fragile», organizzato dall'associazione che riunisce le tre storiche colonne dell'accoglienza meneghina e riservato alle scuole elementari, medie e superiori di città e hinterland. «Una metropoli - continua Trabucchi - piacevolmente attaccata alla propria storia e alle proprie tradizioni, come dimostrano il successo di pubblico incontrato dalla mostra che abbiamo organizzato lo scorso autunno e, ancor più, la quantità e la qualità dei lavori che hanno preso parte a questo concorso, sempre incentrato sull'avventura di quella Milano a cavallo tra Otto e Novecento, sulle sue fragilità sociali e sulla sua operosa solidarietà».
Ma se in ottobre erano state le fotografie a raccontarne l'epopea, questa è stata la volta delle carte e dei documenti custoditi negli archivi di Martinitt, Stelline e Pio Albergo Trivulzio, aperti agli studenti per invitarli a riflettere sulle povertà di allora e a confrontarle con le nuove marginalità del presente. Liberamente, scegliendo tra i temi e i linguaggi più diversi. Una varietà perfettamente rappresentata anche dai soli elaborati vincitori, premiati mercoledì mattina nell'Aula Magna della Statale, alla presenza del magnifico rettore Enrico Decleva. Che ha laureato un'analisi storico-statistica del liceo scientifico Vittorini come miglior lavoro della sezione «ricerche», mentre nel campo della «narrativa» sono state le terze elementari delle De Amicis di Bettola e il loro «Calendario dei diritti fragili» a ottenere il riconoscimento più alto. Quanto alla «creatività» la palma del migliore è andata all'istituto Fabrizio De André di Peschiera Borromeo, premiato per un videoclip intitolato Gesù Bambino e con una menzione speciale per il professor Giuseppe Facciorusso, capace di coinvolgere alunni e colleghi nella realizzazione di un numero speciale del giornalino scolastico e di un piccolo spettacolo teatrale, La forza della fragilità.