Una vita dentro i palinsesti: ecco gli highlander della tv

Passano le stagioni in Rai, decadono i Cda, si rimuovono direttori generali, presidenti, direttori di rete, capistruttura, colonnelli e sergenti della tv di Stato. Ma loro sono sempre lì, imperturbabili, nelle pieghe del palinsesto, nelle intercapedini del tubo catodico. Uguali a se stessi negli anni, nessuno li cancella. Forse perché, quando si ridisegnano le strategie del servizio pubblico (ad ogni tornata elettorale), ci si dimentica che esistono, come Robert Musil diceva dei quadri appesi nelle case: talmente presenti da diventare invisibili. Sono gli inaffondabili della nostra tv. Testimoni di decenni di televisione, di cambiamenti di stile, di linguaggio, di trasformazioni politiche anche traumatiche, come racconta qui Osvaldo Bevilacqua, il primo «Inaffondabile» della serie di interviste che vi proporrà il Giornale. Nelle prossime settimane faremo parlare gli altri «highlander» del piccolo schermo, gli altri inaffondabili (non tutti necessariamente targati Rai). Gigi Marzullo (foto in alto), immancabile volto della notte di RaiUno dal 1986 anni, con le sue interviste «sottovoce». Alda D’Eusanio (foto al centro), da una vita su RaiDue. Luciano Rispoli (foto in basso), in Rai nel 1954 e poi in volo tra le tv con il suo Tappeto volante. E poi Giancarlo Magalli, Michele Mirabella, Corrado Augias, Rosanna Lambertucci, Luca Giurato...