Vita molto poetica per il «burattinaio» delle dita

«Forse io non sono altro che uno dei miei personaggi di stracci». C’è tutta la sua storia in una spontanea commistione di realtà e finzione, quotidiano e poesia, nella canzone Una vita tra le dita scritta da Marcel, il Ghetanaccio di piazza Navona, che, musicata da Ernesto Calcagni e Mario Buonamassa, sarà presentata dal gruppo «Circo Massimo», giovedì alle 22 in concerto al Fonclea, in via Crescenzio. Per un attimo, il tempo di una canzone appunto, Marcel lascia i suoi burattini da dita, con i quali da oltre dieci anni si esibisce ogni giorno in piazza, per prendere la penna e raccontarsi. Per lui, che ama far danzare i suoi personaggi su note diverse, la musica non poteva che essere il primo mezzo di espressione. Primo ma non unico. Stanco dei limiti del mini-palco, che per quanto ricco sembra ormai andare stretto alla sua ispirazione, Marcel ora si fa protagonista di una spettacolarizzata autobiografia, che prende le mosse dalla «colonna sonora» per addentrarsi nel vivo del racconto, tra narrativa e arte. Il «debutto» al Fonclea è, infatti, solo un assaggio dell’appuntamento del 28 aprile, alle 18, alla BGallery, in piazza Santa Cecilia 16, dove presenterà il suo libro Il signore delle dita, edito da B-Art, e, in una vera e propria mostra, alcuni disegni con i quali ha illustrato il racconto, piccoli schizzi eseguiti con la biro su carta, appositamente per il testo, oltre a più datate immagini del fumetto di Pettinino, video delle sue performance e una speciale marionetta con il suo viso. Nel libro si alternano le immagini dell’infanzia in Sicilia, dai pranzi a base di fichi d’India a un tentativo di rapimento, dramma ricostruito con la consapevolezza del poi - e della cronaca - in cui un estraneo lo porta via da casa e a salvarlo è lo sguardo casuale ma non distratto di alcuni parenti. Poi, i ricordi di un’adolescenza ribelle, la memoria dei primi baci, le tante esperienze professionali, dalla gestione di un villaggio turistico alla creazione dei burattini, il viaggio a Roma. Ancora, il matrimonio e i figli, la fine della relazione e un nuovo innamoramento, che lo porterà in piazza Navona ad aspettare la «principessa» del suo universo poetico. Fatti e pensieri si susseguono pagina dopo pagina, secondo l’unico criterio della memoria, che lega gli eventi per affinità più che semplice cronologia, fornendone una rilettura sentimentale, dove la concreta importanza dei fatti cede il passo all’unicità dell’esperienza, omaggio alla «magia» della vita di ognuno.