«Vita & Morte», biotecnologie in scena

Una live performance per l’ultima data del festival Danae

Sergio Rame

Il gatto è già fatto, fatta la pecora e fatto il cavallo. Creazione, vita, morte. Le biotecnologie più avanzate sono pronte a sostituire la ragione umana all'onnipotenza creatrice di Dio. Dopo due edizioni alla casa occupata di via Morigi, una costola di Devotion tornerà ad animare uno spazio interrogandosi su tematiche che sono alla base del quotidiano umano: corpo, sesso ed etica scientifica. A partire da questa sera, il Bomboclat Club ospiterà Vita & Morte, l'ultima live performance degli AnimaNera Events.
Ultimo appuntamento dell'ottava (sp)edizione di Danae, rassegna tutta al femminile che istiga il pubblico milanese a cercare il largo alla ricerca - indomita e spregiudicata - di un nuovo mondo, prendendo le distanze dalla mediocrità del nostro tempo e salpando verso atti d'amore e di meraviglia. Insomma un'edizione che s'interroga su alcune questioni del mondo contemporaneo ossessionato dall'idea di bellezza, alla ricerca di involucri esuperfici levigate e perfette, e dimentico della sua storia (personale e non) che si cancella cosi come si cancellano le rughe.
«Ecco Danae è rugosa, antica ma vivissima - spiegano gli ideatori della rassegna - ha tanto sulle spalle e di tanto vuole ancora farsi carico. Di tutte le storie e le passioni di artisti e artiste che, salendo sulle sue spalle, l'aiutano a diventare un mitico animale alato, bello e terribile».
Dal magmatico ventre creativo che ha caratterizzato tutti gli spettacoli dell'ottava edizione, sono apparsi due temi: l'identità e la memoria. Identità femminile, innanzitutto. Ma anche identità del corpo che viene esplorato fuori da ogni codice e disciplina, generando visioni che culminano nel progetto di AnimaNera Events: l'identità genetica.
La live performance, ideata Aldo Cassano, Monia Giannobile, Lucia Lapolla e Claudio Raimondo, è la nuova proposta che investe un altro spazio urbano. Un'inquietante auto-sperimentazione sull'irrefrenabile corsa della genetica al disumano controllo della vita umana e gli interrogativi che genera. Sulle musiche di Luigi Galmozzi e le immagini della Logo Video, lo spettacolo spingerà il pubblico milanese a interrogarsi sui contrasti che rendono alienante la società moderna. Lo scontro tra omologazione e diversità, la difficile reciprocità tra amore e sesso, le violenze che la scienza compie, ogni giorno, sulla religione e sulla fede.
L'istallazione si svilupperà su due livelli, fisicamente separati, volti a ricostruire scenari futuristi in cui scienza, ricerca e tecnologia possono essere usate con uno scopo buono o cattivo. «Si dividono così in sistema dominante - spiega Cassano - e reparto rivoluzionario, per arrivare entrambi a una sorta di disperazione compulsava». Così, il pubblico troverà, al primo piano, gli spazi calmi e pacifici del sistema dominante, dove anche la musica è plagio per il popolo. «Nel piano inferiore - continua Cassano - abbiamo collocato la clinica rivoluzionaria, a cui faremo accedere pochi spettatori per volta: una sorta di labirinto o di percorso sensoriale che sottoporrà il pubblico a sperimentazioni scientifiche e a test etici».
Lo spettacolo, che si terrà fino a venerdì sera (ore 21.30) presso il Bomboclat Club di via Angelo della Pergola 5, è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Durata: «finché si regge». Prenotazione chiamando al numero 02-86454545.