Vita quotidiana con il kimono

C’è chi ancora oggi lo considera il più bel capo di vestiario al mondo per le infinite possibilità di personalizzazione che offre attraverso ornamenti, ricami e scelta di stoffe, dalle più semplici alle più preziose. Nella sua forma base, il kimono tradizionale giapponese è comune a tutte le classi sociali e identico per uomini e donne. Lo vediamo in una stampa di Suzuki Harunobu, in cui il personaggio femminile e quello maschile indossano kimoni molto simili non solo per il taglio ma anche per la sobrietà del colore e dei motivi a righe verticali.
La giovane Osen è intenta a pettinare un ragazzo con un pettine di tartaruga gialla, uguale a quello che porta lei stessa sul capo. Un secolo circa separa questa immagine da quella della geisha di Utagawa Hiroshige, ma la linea fondamentale delle vesti non cambia: le differenze - semplicità o ricercatezza - si devono piuttosto alla classe sociale di appartenenza.
Il ragazzo suona lo strumento musicale a corde chiamato shamisen, appoggiandolo al ginocchio destro piegato. Indossa sandali infradito a suola piatta, senza calze. Una curiosità: le calze possono essere di lino o di lana, a seconda della stagione, e presentano uno spazio tra l’alluce e il secondo dito, dove trova posto il laccio del sandalo. La scena è ambientata sulla veranda della casa da tè in cui la giovanissima Osen lavora come cameriera. Sulla destra si vedono l’angolo di un tavolo su cui poggia uno scaffale contenente tazze e barattoli di tè. Quasi come in un fumetto, la scritta in alto esprime i pensieri d’amore di Osen per il ragazzo, destinati a rimanere segreti. Un’immagine di vita quotidiana, a cui il sentimento di Osen aggiunge l’elemento di desiderio e passione tipico del mondo Ukiyoe.
Suzuki Harunobu (1725 circa -1770) eccelle nel disegno della figura femminile, con un ideale di bellezza rappresentato agli occhi dell’artista proprio dalla fresca grazia di Osen. Fanno parte della sua opera più di cinquecento stampe, oltre a dipinti su seta e schizzi a inchiostro su carta.