La vita s’intreccia ai progetti dell’architetto

Un mosaico di ricordi mescolati a un presente surreale, sullo sfondo di una non identificata città italiana, in una periferia ora desolata ma un tempo vissuta. Uno spazio «ai confini di tutto» che il protagonista, un affermato architetto quarantenne, conosce bene essendo cresciuto proprio in quella periferia in cui ora è chiamato a progettare case popolari. E così ai sopralluoghi tecnici si sovrappongono momenti di un’infanzia lontana ma ancora nascosta in quegli angoli dimenticati di città. La storia è racchiusa in soli due giorni, ma i flashback e gli scenari dell’anima che il protagonista rivive dilatano il tempo in un incastro perfetto di «qui, ora e allora». Il rapporto complesso e intenso con il fratello, il sapore vivido dei giochi con gli amici, ma anche una protesta sfociata in terrorismo che sovrappone uno sfondo pubblico a una storia tanto privata, si intrecciano a creare il «viaggio» del protagonista. Avvocato di professione, classe 1971 e genovese, Andrea Percivale al suo primo romanzo sfodera già una penna da premio. Il libro è infatti vincitore della XII edizione del premio letterario L’Incontro, che ha così descritto la bravura dell’autore: «Una scenografia architettonica terribile e di grande impatto permea e sostanzia la sottigliezza di riflessioni esistenziali e personali in cui sarà difficile non riconoscere la nostra quotidianità, i pensieri di noi tutti e di questi anni; pensieri costantemente tesi tra la meschinità e il sublime, incapaci ancora di conoscere una sintesi efficace tra i due opposti».
«I passi oltre la linea». Andrea Percivale. Golden Press, 167 pagg., 15