«È una vita di sacrificio»

Dei problemi delle immigrate e della loro solitudine parla Dava Gjoka, mediatrice culturale di origine albanese e vicepresidente della cooperativa Crinali, che di questi temi si occupa da anni, quando la parola badante non era ancora così familiare come oggi. «Queste donne sono piene di risorse - afferma -, ma il senso di solitudine è inevitabile dopo il trauma migratorio ed è particolarmente marcato tra le badanti che fanno una vita molto sacrificata e quasi sempre senza nessun altro parente stretto al fianco». Che cosa fare per integrare le tante donne, spesso non più giovani, attorno alle quali ruota il ménàge di molte delle nostre famiglie? «Le badanti avrebbero bisogno di spazi di ritrovo e di svago, dove passare il poco tempo libero e imparare l’italiano».