Una vita di viaggi e avventure a bordo delle regine del mare

Prologo Tutto ha avuto inizio nei primi anni ’50. Mio padre era cameriere sulle navi passeggeri che effettuavano viaggi di linea dall'Europa verso gli Stati Uniti. Erano gli anni dell'immediato dopoguerra, della rinascita, della ricostruzione: quante famiglie, a quei tempi, hanno attraversato l'Atlantico. Ricordo che mia mamma ed io abbiamo effettuato una traversata da Genova a Londra via Le Havre prima che la nave intraprendesse la traversata atlantica. Ebbene quel breve viaggio mi ha letteralmente folgorato al punto di prendere la decisione di voler entrare a far parte della grande famiglia dei naviganti (così venivano chiamati a quel tempo i marittimi).
Mi piaceva così tanto il mare che spesso chiedevo a mia madre di portarmi sul lungomare di Nervi per vederlo quando era in burrasca. Il rumore delle onde, il loro frangersi contro gli scogli e l'odore del salino mi riempivano di gioia. Delle navi mi piaceva e mi affascinava tutto: gli odori, i rumori, le voci e tutto ciò che riguardava questo tipo di vita. Nel 1969, presso l'Ist. Nautico C. Colombo di Camogli, dopo varie vicissitudini studentesche, premetto non sono mai stato un «secchione» (anzi il contrario), ho conseguito il diploma di Allievo Capitano di Lungo Corso (ora maturità). È bene sapere che la carriera di un Ufficiale della Marina Mercantile di Coperta è caratterizzata da quattro titoli professionali regolamentati dal Codice della Navigazione: - Allievo Capitano di Lungo Corso: si deve essere iscritti nella Prima categoria delle gente di mare.
Nota La Gente di Mare si suddivide in: 1ma Categoria: Personale di Stato Maggiore e di bassa forza addetto ai servizi di Coperta, di Macchina ed in genere ai servizi tecnici di bordo; 2da Categoria: Personale addetto ai servizi complementari di bordo (Camera, Cucina, Ristorante, ed Intrattenimento sulle navi da passeggeri); 3za Categoria: Personale addetto al traffico locale ed alla pesca costiera. - Aspirante Capitano di lungo Corso: aver compiuto i 21 anni di età - possedere il titolo di Allievo capitano di lungo Corso - aver effettuato 18 mesi di navigazione in servizio di coperta di cui almeno 6 come Allievo - avere sostenuto con esito favorevole esami stabiliti da Ministro per la marina mercantile; - Capitano di Lungo Corso: avere compiuto i 24 anni di età - possedere il titolo di Aspirante Capitano di Lungo Corso - avere effettuato 4 anni di navigazione in servizio di Coperta di cui uno fuori dallo Stretto di Gibilterra o dal Canale di Suez - avere sostenuto con esito favorevole esami stabiliti da Ministro per la marina mercantile; - Capitano Superiore di Lungo Corso: avere effettuato 10 anni di navigazione dopo il conseguimento della patente in servizio di coperta, dei quali almeno 3 al comando di navi non inferiori a 3000 tonn. di stazza.
Il primo imbarco L'annuncio in casa mia del primo imbarco è stato un momento particolare pieno di emozioni: da una parte una mamma che pur contenta che io iniziassi a lavorare e costruire così la mia vita era cosciente al tempo stesso che stava per provare quelle sensazioni che da tanti anni provava per mio padre sempre lontano, mio padre contento che intraprendessi la carriera di Ufficiale della Marina Mercantile quale motivo di orgoglio in considerazione della sua posizione a bordo e dall'altra la mia gioia, quasi incosciente, di giovane desideroso di inserirsi nel mondo del lavoro e felice di poter così coronare quel sogno cullato sino da bambino.
Il mio primo incontro con le navi è stato rappresentato dall'imbarco su una petroliera da «piccolo cabotaggio» (nave adibita a brevi viaggi e solo in porti nazionali) che si trovava ormeggiata in temporaneo disarmo (ovvero in attesa di nolo o in fase di manutenzione con equipaggio non completo che ne inibisce la navigazione) nel porto di Fezzano (La Spezia). Ricordo che per raggiungerla ho dovuto transitare sui ponti di altre navi ormeggiate vicine a quella a me destinata. La prima notte trascorsa a bordo è stata praticamente insonne: vuoi il letto diverso da quello di casa, vuoi i rumori nuovi che mi circondavano, vuoi gli odori insomma situazioni completamente differenti a quelle alla quale ero abituato sino al giorno precedente. Il più brutto ricordo di questo imbarco che, ancora a distanza di anni, conservo vivo negli occhi e nella mente si è verificato nel porto petroli di Milazzo (Messina). La nave era ormeggiata al pontile (prolungamento non in muratura che si estende dalla terra ferma verso il largo) per operazioni di imbarco di prodotti petroliferi lavorati. Ricordo che a causa di avverse condizioni meteorologiche con mare mosso, la nave aveva un movimento che la portava ad allontanarsi dal pontile e poi, essendo in potere dei cavi ormeggio, a riavvicinarsi allo stesso. Proprio a causa di questo movimento un pompiere, nell'intento di salire a bordo, perdeva l'equilibrio e precipitava in mare tra la nave ed il pontile. L'allarme scattava immediatamente e verso il malcapitato veniva lanciato un salvagente anulare al fine di sorreggerlo per potergli prestare aiuto. Io mi trovavo sul pontile e mi veniva data da tenere la sagola del salvagente mentre gli altri si apprestavano a salvare il pompiere: purtroppo vuoi perché stordito dalla caduta in acqua, vuoi perché appesantito dagli indumenti bagnati il salvagente (a quei tempi erano in sughero ricoperti di tela) non ha retto all'eccessivo peso e si è rotto e per lo sfortunato pompiere non vi è stato più nulla da fare, scomparso tra i flutti dopo diversi tentativi è stato riportato sul pontile dove però vi è giunto non dando più segni di vita.
Io rimasi molto scosso in quanto, alla rottura del salvagente, l'ho visto scomparire tra le onde senza poter fare nulla per poter salvare questa persona che, ironia della sorte, dopo pochi giorni sarebbe dovuto andare in pensione. L'impatto con questa mia nuova vita devo confessare non è stato certamente dei più positivi e posso però dire che i tre mesi trascorsi a bordo, tanto è durato l'imbarco, ricchi di varie situazioni anche particolarmente negative non hanno scalfito o intaccato il mio grande desiderio di continuare con questa mia nuova vita. Questo periodo si è concluso con la ferma decisione di non imbarcare più su di una petroliera.
Alla fine novembre del 1969 essendo sbarcato da questa nave e con qualche spicciolo in tasca (la cosa mi faceva sentire importante perché finalmente non più dipendente dalla mia famiglia sotto l'aspetto economico) ho deciso di trascorrere le feste natalizie a casa ed attendere il nuovo anno per cercare un altro imbarco. Ai primi di Gennaio sono imbarcato a Genova su di una nave che effettuava viaggi con carico di minerale nei vari porti italiani. E' stato questo l'imbarco più breve di tutta la mia carriera di navigante. Imbarcato a Genova sono sbarcato nel porto successivo di Piombino dopo solamente 3 giorni trascorsi a bordo. La lontananza da casa dalla mia famiglia ma, soprattutto, dalla ragazza che conoscevo in quel periodo era così forte da farmi dimenticare in quei momenti la mia professione (galeotti furono i giorni delle appena trascorse feste natalizie). Trascorsi una ventina di giorni dallo sbarco la situazione economica iniziava ad essere alquanto critica per cui urgente la necessità di tornare sul mare. Ancora non ero entrato nel meccanismo del lavoro sulle navi e mi potevo considerare erroneamente un «libero professionista del mare».
La svolta Se fino ad ora avevo navigato solo toccando porti italiani, con il successivo imbarco mi trovai su di una nave da carico che mi avrebbe portato, attraverso lo stretto di Gibilterra prima ed il Canale di Panama dopo, a raggiungere in Oceano Pacifico Tahsis in Canada il porto più lontano di questo lungo viaggio durato più di 4 mesi. In questi 4 mesi e mezzo ho avuto il modo di iniziare a capire meglio il mio mestiere e, anche grazie a personali soddisfazioni sul lavoro, a considerarlo veramente il mio futuro. Questo imbarco, devo riconoscerlo, mi ha fatto maturare sia dal lato professionale che dal lato gestione della mia vita privata: a volte non vi è come la distanza per poter capire cosa è la vicinanza. Dopo solo una settimana dallo sbarco da questa nave si è presentata l'opportunità di imbarcare nuovamente e, a differenza dell'imbarco precedente, ero ansioso di ripartire e di continuare il mio famoso sogno di bambino.
Durante questa breve sosta a terra ho pensato bene di dare una sistemata alla mia situazione sentimentale lasciando la già citata ragazza dei miei famosi 3 giorni d'imbarco e riallacciare i miei rapporti con una ragazza che era stata il mio primo amore e quindi posso dire di essere stato perfettamente coerente al famoso detto. Mai scelta fu più azzeccata: oggi questa ragazza è mia moglie e soprattutto è la donna della mia vita. Alla fine di Giugno del 1970 sono imbarcato, in qualità di Allievo di Coperta, sulle navi della Costa Armatori (oggi Costa Crociere); da quel momento è iniziata, con questa società, un'avventura che è durata 32 anni e sulla quale ho costruito tutta la mia vita. Il periodo dell'Allievo, come si evince dal grado, è il periodo durante il quale è «tollerato» commettere degli errori in quanto non si hanno delle importanti responsabilità. Si diventa l'ombra del 1mo Ufficiale cercando di imparare ed apprendere più nozioni possibili utili nel proseguo della professione: è importante avere la fortuna di trovare dei 1mi Uff.li in gamba e soprattutto desiderosi di insegnare e non «gelosi» del proprio mestiere. In questo posso dire di essere stato fortunato. (...)
(1 - continua)