«Vitae» meravigliose Ritratti e prose di una poetessa

Non esiste cauzione né libera uscita dalla prigionia della meraviglia, se sei poeta. Così, Maria Pia Quintavalla, benché rispecchi «certe pagine di Anna Maria Ortese» (Giuseppe Marchetti), poetessa resta pure in questi racconti, costellando di tagliole liriche le norme della prosa. Il racconto più bello è il primo, la «biografia immaginaria» Montenero Lama, di China («nacqui il tredici dicembre 1756, nel ghetto di Colorno... fui infanta fortunata»), ma i voyeur andranno subito ai Ritratti di Giovanna Sicari, Nadia Campana, Andrea Zanzotto e Antonio Porta, poeta dall'«aura elettrica».

Davide Brullo