Vitalonga, un vino di confine

nostro inviato a Ficulle
Dalla sommità su cui, in località Montiano, sorge la Tenuta Vitalonga, 0763. 836722, vitalonga.it, lo sguardo spazia su tre regioni perché dall’Umbria nella quale ci si trova Toscana e Lazio sono lontane pochi chilometri. Allerona di fronte e Orvieto verso sud sono ancora Umbria, ma poco oltre, a seconda di dove ci si volta, ecco Toscana e Lazio in un rincorrersi di linee e di tramonti all’orizzonte tra il Monte Amiata e il Cetona fino ai Cimini.
Questa cantina, con le sue vigne e i suoi olivi, anche con una bella villa con piscina per vacanze di relax, domina il Castello della Sala dei marchesi Antinori. Tutto ebbe inizio una sessantina di anni fa con una motivazione che si sente ovunque: Luigi Maravalle voleva produrre un buon olio e una valido rosso per casa sua. Punto e a capo. Suo figlio Fabio invece, sorretto dalla moglie Gigliola e da due giovani fratelli sulla breccia tuttora, Riccardo e Renzo Cotarella, si impegnano più a fondo. Siamo negli anni Sessanta, tutta un’altra epoca tanto che sarà solo in anni vicino a noi che la terza generazione, grazie ai nipoti Gian Luigi e Pier Francesco, imprimerà alla tenuta una fisionomia sempre più apprezzata.
Tre vitigni, Montepulciano, Merlot e Cabernet, per due vini: il Terra di Confine e l’Elcione. Il Terra di Confine, nome che suona bene per un vino intenso, è un uvaggio di Montepulciano e Merlot, prima annata prodotta la 2004 in misura di 25mila bottiglie. L’Elcione invece è un mix internazionale: Merlot e Cabernet. Anche nel suo caso la prima annata porta il millesimo 2004, con una produzione più che doppia: 60mila bottiglie. Pier Francesco Maravalle, che ha lasciato Roma per concentrarsi sull’azienda, ha stampato una sorta di disco orario dove al posto dei numeri, compaiono i tratti distintivi del Terra di Confine, da considerare via «incontro, rinascita, verità, amore, armonia, bellezza, coraggio, passione, vite, storia, vita, sapore».