Vite, la buona tavola della comunità di Sanpa

nostro inviato a Coriano
Tre giorni all’interno della comunità di San Patrignano, 0541.362111, sulle colline alle spalle di Riccione per vivere i momenti golosi che scandiscono Squisito, evento a tutta bontà (in ogni senso) allestito ogni inizio di autunno da Andrea Muccioli.
Due le novità e permanenti, nel senso che, accanto al campo di equitazione, il 28 luglio ha aperto O’Malomm, pizzeria che ogni sera, tranne il lunedì, sforna dischi profumati sotto la regia di Vincenzo detto O’Malomm, pizzaiolo che a Sanpa si è disintossicato trovando una ragione per vivere.
Lo stesso per Gianluca Barozzi, cuoco, e Licia Sintoni, pasticciera, lui di Parma e lei romagnola, due sui quali Muccioli ha deciso di puntare per Vite, il ristorante che ha aperto con tre cene speciali durante Squisito (hanno cucinato Vincenzo Cammerucci, Giacomo Gallina e Davide Scabin) e che aprirà in via ufficiale a fine novembre. Vite per le esistenze che lì si ritrovano al termine di percorsi di recupero di estrema difficoltà e anche per i filari di uva che coprono la collina su cui è stata eretta una struttura che ha pochi eguali nella ristorazione italiana.
Il ristorante di San Patrignano, a differenza della pizzeria, è esterno, pur se di poco, alla comunità, un fungo di due piani che entro un paio di anni diventerà un relais di campagna. Splendida l’idea di portare forni e fornelli fuori dal classico spazio cucina, un imponente monoblocco a vista, lì subito varcata la soglia, un precisa dichiarazione di intenti, un far sapere che tutto è chiaro, un sole da contrapporre alla notte che chi vi lavora ha a lungo vissuto.
Per una quarantina di giorni, Barozzi e Sintoni, che già si sono rodati presso alcuni ottimi indirizzi, metteranno a posto la macchina di Vite, forti della fiducia di chi ha deciso di puntare su di loro, ragazzi di Sanpa, e non su qualche nome esterno, mossa che poteva mortificare chi si sta impegnando nella buona riuscita del progetto.
E-mail: paolo.marchi@ilgiornale.it