Vite che scorrono tra il primo e il secondo binario

(...) A Genova e in Liguria sono diversi i casi di persone - tutti ex o attuali dipendenti delle Ferrovie - che abitano (a pieno titolo, sia chiaro) nelle case di proprietà del gruppo che in Italia gestisce le stazioni. Alcuni vivono in case davvero a due passi dai treni, altri all’interno degli stessi scali ferroviari. Oppure - caso limite - proprio sui binari, ed è questa la singolare sorte della famiglia Sorrentino.
A Vesima i treni fermano solo per tre mesi: da giugno a settembre, quando gli stabilimenti di fronte alla stazione aprono per accogliere i primi bagnanti in fuga dalla città: da Brignole arrivano sette treni (il primo alle 8.51), verso il capoluogo ne ripartono nove (l'ultimo alle 19.35). Durante il resto dell'anno, però, i convogli non smettono mai di sfrecciare accanto alla palazzina, che al piano superiore ospita anche un'altra famiglia: «Il rumore? Dopo un po' ci si fa l'abitudine - racconta Adele - Piuttosto, durante la stagione estiva a darci problemi sono i danni provocati dai bagnanti più giovani: spesso mettono delle pietre sui binari. Ragazzate: intanto, però, quest'anno ci hanno già sfasciato la porta della nostra cantina».
Altra stazione, altri problemi: nel palazzo sopra i binari di Quinto, nel levante cittadino, abitano quattro famiglie, e anche in questo caso sono tutte composte da ex ferrovieri. I disagi maggiori, qui, sono provocati dagli altoparlanti che annunciano gli arrivi dei treni. Anche nelle ore più assurde, come racconta uno degli inquilini del palazzo: «Non è davvero pazzesco che, nel cuore della notte, con la stazione completamente deserta, un messaggio a volume altissimo inviti per ben tre volte a non attraversare i binari? E, con il caldo che c’è durante l’estate, siamo anche costretti a tenere spalancate le finestre della camera da letto».
E poi c’è la ruggine, che il continuo transito dei treni sui binari sparge dappertutto, inesorabilmente: «Ce la ritroviamo ovunque, ma soprattutto sui vetri delle finestre e sulle persiane» spiega un’altra inquilina. Talvolta, come alla stazione di Sturla, finisce anche sulla biancheria stesa fuori ad asciugare.
Non tutti, però, se la passano così male. Nel palazzo che ospita la stazione di Nervi, in fondo all’elegante viale alberato, la vista sul mare e sulla passeggiata «Anita Garibaldi» è davvero invidiabile: «Viviamo qui da quasi vent’anni - racconta una casalinga di 67 anni, moglie di un ex dirigente delle Ferrovie - Prima, stavamo a Sampierdarena: una sistemazione decisamente diversa, perché la zona non era un granché. Si figuri che ci trovavamo addirittura peggio di quando vivevamo a Busto Arsizio, in provincia di Varese».
Le famiglie ospitate nell’edificio della stazione di Nervi sono tre in totale: per tutte, il problema comune è il rumore dovuto ai continui passaggi dei treni, e ai messaggi lanciati dagli altoparlanti. Un difetto che deve essere decisamente più sopportabile, se il panorama che ci si trova di fronte tutte le mattine è davvero unico.