LE «VITE» GIÀ VISTE DELLA GUARNIERI

Padre Pio, Hitler, Marilyn Monroe e poi, giusto per fare un tuffo tra i viventi, Maradona. Vite straordinarie (mercoledì su Retequattro, ore 21) appartiene a quel genere televisivo che potremmo definire «rivisitatorio», confezionato secondo una ricetta che prevede una dose di ricostruzione storico-ambientale legata al personaggio prescelto, qualche intervista a chi l'ha conosciuto, una veloce visita ai luoghi dove ha vissuto, senza dimenticare di dare conto del percorso delle polemiche, delle diatribe, delle diverse interpretazioni collegabili a certe controverse «uscite di scena», come nel caso di Marilyn Monroe e di Hitler. Se è apprezzabile lo sforzo di offrire una panoramica quanto più esaustiva possibile dei personaggi di cui ci si occupa, un'impressione difficile da scacciare è quella di assistere a un materiale alquanto datato, già visto e saccheggiato in più di un'occasione, cui gli autori cercano di rimediare con una conduzione del programma itinerante, che porta Elena Guarnieri in alcuni luoghi significativi del percorso umano e storico dei protagonisti. Questo consente, in qualche circostanza, di collegare passato e presente, di rendere meno monocorde la ricostruzione, attualizzandola. Altre volte le peregrinazioni della conduttrice sembrano pretestuose, danno l'idea che certe prolungate soste in Plaza de Mayo o accanto ai tavolini dei bar di Buenos Aires dove si balla il tango siano dovute più a qualche intervista mancata, a qualche appuntamento saltato che lascia qualche ora in più di tempo libero, anziché a una effettiva esigenza storico-cronistica. Di Maradona, ad esempio, sarebbe piaciuto ascoltare qualche parola «in tempo reale», ottenuta attraverso un faccia a faccia con la conduttrice che in altri momenti avevamo vista inquadrata accanto agli intervistati, come nel caso del primo allenatore del «pibe de oro» Francisco Cornejo. Ci siamo dovuti invece accontentare anche in questo caso di troppe parole e immagini di repertorio, e di un veloce e inquietante accenno finale alle condizioni di salute per nulla tranquillizzanti del campione argentino ripreso mentre tifa per il Boca Juniors nel mitico stadio «bomboniera» di Buenos Aires. L'unico momento dal sapore imprevisto è stata l'intervista a Cristina Sinagra, dalla quale Maradona ha avuto un figlio riconosciuto solo dopo una lunga vicenda giudiziaria. Le parole molto dure della donna hanno evitato alla puntata di scivolare nell'enfasi, rischio sempre possibile in casi come questi. Compito oggettivamente difficile, in ogni caso, quello di rendere televisivamente originali le «vite straordinarie» di personaggi sui quali tante trasmissioni si gettano a pesce, da svariati anni, facendosi concorrenza a colpi di rivisitazioni storiche.