Viterbo, esplode fabbrica di fuochi: quattro morti

In fiamme la Cignelli: morti il titolare, suo nipote e le loro mogli. Un altro nipote, 26 anni, è ferito in modo grave: ha ustioni sul 35 per cento del corpo

Viterbo - Sono quattro le persone morte nell'esplosione della ditta Renato Cignelli, in località Sant'Egidio di Madonna delle Macchie, al confine tra Umbria e Lazio. Lo si è appreso dalla questura di Terni. I pompieri hanno già recuperato due cadaveri. Le vittime sarebbero i due fratelli titolari della azienda e le loro mogli. C’è anche un ferito. Si tratta di un altro membro della famiglia, di 26 anni, trasportato al centro grandi ustionati dell’ospedale di Terni e che sarebbe l’ unico superstite della esplosione. La fabbrica - secondo le prime informazioni - aveva le prescritte autorizzazioni per la produzione di fuochi d’ artificio. Dopo lo scoppio, le cui cause sono ancora da accertare, c’è stato un incendio.

Le vittime Appartenevano tutte alla stessa famiglia le quattro persone morte nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio. I morti sono: Renato Cignelli, la moglie Rosanna Abbatematteo, il loro nipote Giorgio Cignelli e la moglie di quest’ultimo Bettina. Tutti e quattro erano originari e residenti di Castiglione in Teverina in provincia di Viterbo. La fabbrica esplosa si trova a circa 200 metri oltre il confine tra il Lazio e l’Umbria, nel territorio comunale di Orvieto, in provincia di Terni. Il comune di Castiglione in Teverina ha proclamato il lutto cittadino. Un altro componente della famiglia Cignelli, Giandomenico, 33 anni, figlio di Giorgio e Bettina, due delle quattro vittime, ha riportato ustioni gravi sul 35% del corpo. È stato ricoverato nell’ospedale Sant’Anna di Terni in prognosi riservata. Tuttavia, secondo i medici che lo hanno in cura, non sarebbe in pericolo di vita. Nella fabbrica dei Cignelli lavoravano periodicamente altri operai che questa mattina non erano presenti al momento dell’esplosione.

I soccorsi Sono intervenuti squadre di pompieri da Terni, Orvieto ed Amelia. Le indagini sono svolte dalla polizia. Sul luogo si sono recati il questore di Terni, Gianfranco Urti, il dirigente della squadra mobile, Luca Sarcoli, personale della scientifica e del commissariato di polizia di Orvieto. I vigili del fuoco intervenuti con vari mezzi sia dalla provincia di Terni sia da Viterbo hanno domato l’incendio divampato nella fabbrica di fuochi d’artificio della famiglia Cignelli. Dalle macerie dello stabile si innalzano ancora fumo e vapore. L’esplosione, hanno raccontato alcuni testimoni, è stata violentissima, tanto che la struttura è andata quasi completamente distrutta.

Il testimone: "Un boato, poi il fuoco" "Poco prima delle 11 abbiamo udito un grande boato e abbiamo visto una colonna di fumo e di fuoco alzarsi in cielo. Istintivamente abbiamo subito pensato alla fabbrica di fuochi dei Cignelli. Io e la mia collega, infatti, abbiamo girato subito lo sguardo in direzione della fabbrica". È il racconto di uno dei due impiegati dell’ufficio anagrafe di Castiglione in Teverina che si trova in una vallata a circa due chilometri dal centro abitato ed è visibile dal paese. "Quando abbiamo visto il fuoco uscire dal tetto abbiamo subito intuito che sarebbe stata una tragedia - ha raccontato - la nostra intuizione è diventata certezza quando abbiamo visto il tetto in eternit crollare all’interno della struttura. A quel punto era chiaro che se ci fossero state persone all’interno, come in effetti c’erano, non avrebbero avuto scampo". L’impiegato ha raccontato dell’arrivo in massa dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine: "Poco dopo sono venuti i carabinieri in Comune per chiederci le generalità dei proprietari della fabbrica. Abbiamo così saputo che erano tutti morti".