Viterbo, orefice uccide la moglie e si impicca

I cadaveri di Giuseppe Bondi (55 anni) e della moglie Lorena (50) sono stati trovati questa mattina nella loro abitazione a Canino (Viterbo). L'uomo era contitolare due orificerie con il fratello e aveva appena aperto una terza attività. Un biglietto scagiona il figlio della coppia, 28 anni

Viterbo - Tragedia familiare a Canino, in provincia di Viterbo. Giuseppe Bondi, orefice di 56 anni, ha ucciso sua moglie nel sonno, Lorena Zampetti, 51 anni, a colpi di roncola e poi si è suicidato impiccandosi. La coppia aveva un figlio di 23 anni. Secondo quanto appreso, l’uomo era benestante: contitolare, con il fratello, di due oreficerie, una a Canino e la seconda a Montalto di Castro, aveva aperto recentemente una terza gioielleria a Tarquinia.

La tragedia familiare Se in un primo momento si è parlato di un fucile come arma usata per uccidere i due, subito dopo gli inquirenti hanno fatto chiarezza sulla dinamica della tragedia che si è consumata a Canino. Si è trattato di un omicidio-suicidio. Il gioielliere avrebbe, infatti, ucciso la moglie nel sonno a colpi di roncola per, poi, suicidarsi impiccandosi. L’allarme è stato dato ai carabinieri dal figlio di 28 anni che questa mattina, intorno alle 8 e mezza, ha scoperto i due cadaveri. Non si sarebbe accorto di quello che è accaduto durante la notte.

La dinamica dei fatti Secondo quanto accertato dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo, la dinamica del fatto appare chiara: si tratta di un caso di omicidio-suicidio. Il gioielliere, che ha anche lasciato scritto un biglietto prima di impiccarsi, aveva problemi di depressione alle spalle e in passato aveva già minacciato di uccidere sua moglie, malata di tumore. Negli anni Settanta, il padre di Bondi era morto anch’egli suicida. Sono intervenuti sul posto i militari del comando provinciale, quelli della compagnia di Tuscania e della stazione di Canino.

Il biglietto "Sono stato io, mio figlio non c’entra". È il testo del biglietto scritto da Bondi prima di impiccarsi. Nel breve scritto, come hanno spiegato i carabinieri, non c’è alcun riferimento a una grave malattia che avrebbe colpito la moglie e che potrebbe essere stata la causa scatenante dell’omicidio-suicidio. Gli inquirenti stanno tentando di accertare per quale ragione l’uomo, prima di impiccarsi, abbia deciso di allontanare ogni sospetto da figlio di 23 anni. Una delle ipotesi al vaglio è che l’orafo avesse intenzione di uccidere anche il figlio, preoccupandosi però che la colpa dell’accaduto non ricadesse su di lui. Oppure potrebbe aver voluto allontanare dal figlio, unico sopravvissuto della famiglia, il sospetto di avere ucciso i genitori per impossessarsi del loro cospicuo patrimonio.