La via alla «vittima dei partigiani»

Ucciso dai «colleghi» rossi, ma la targa incolpa i fascisti

«Via Emanuele Strasserra, Caduto per la libertà». Così recita il cartello di una delle vie di Albaro. Chi volesse cercare di comprendere chi fosse Emanuele Strassera e quale sia stata la sua storia dalla dicitura della targa difficilmente riuscirebbe ad intenderlo. In molte vie o piazze di Genova intitolate a caduti per la libertà si leggono altre didascalie come «partigiano caduto per la libertà» o altre «caduto per la liberazione nella lotta partigiana», ma la storia di Strasserra è un’altra e nessuna targa la fa intendere.
Così, il capogruppo in Regione di Alleanza Nazionale Gianni Plinio ha deciso di chiedere alla toponomastica del Comune di Genova di correggere quella targa: «In sintonia con l’invito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il 25 aprile ha detto che non bisogna occultare le ombre della Resistenza- ha dichiarato l’esponente di An- è doveroso ricordare da chi fu assassinato Emanuele Strasserra». Strasserra era un partigiano bianco che venne trucidato il 26 novembre del 1944 con altri suoi compagni di lotta da un gruppo di partigiani comunisti.
La Corte di Assise di Firenze nel 1956 giudicò responsabile dell’azione il comandante partigiano comunista Francesco Moranino detto «Gemisto», condannandolo all’ergastolo. Riparato in Cecoslovacchia nel 1968 tornò in Italia e venne eletto senatore del Pci, «adesso è il caso che questa storia venga ricordata così come il sacrificio di quell’uomo, caduto sì per la libertà ma per mano di criminali comunisti» spiega Plinio. Adesso per l’esponente di An sarebbe giusto integrare quella targa «caduto per la libertà» con la dicitura «trucidato da partigiani comunisti».