Vittime civili: Karzai ordina un’inchiesta

da Kabul

Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha istituito una commissione d’inchiesta governativa per indagare sulla morte di civili nelle ultime ore sotto le bombe della Nato e della coalizione a guida Usa nel sud dell’ Afghanistan. Lo annunciano fonti della presidenza a Kabul. «Abbiamo ricevuto rapporti sui civili vittime di un’operazione militare. Il presidente ha ordinato l’apertura di un’inchiesta su questa vicenda», ha detto il portavoce di Karzai, Karim Rahimi, aggiungendo che responsabili del governo e deputati della provincia di Helmand sono stati «inviati» nel distretto di Gereshk, dove, secondo fonti locali, sono stati recuperati finora i cadaveri di almeno 45 civili morti in raid aerei nella notte fra venerdì e sabato, nei quali, secondo le stesse fonti, sono anche stati uccisi almeno 62 guerriglieri Taleban. «Sulla base dei risultati dell’inchiesta saranno adottate le decisioni più appropriate», ha aggiunto Rahimi.
Se ci fosse una conferma di questa nuova strage,, sarebbe il cosiddetto «danno collaterale» più grave dal giugno 2002, quando 48 abitanti di un villaggio furono uccisi per sbaglio in un raid statunitense.I nuovi bombardamenti si sono svolti una settimana dopo la morte di 25 civili, fra cui nove donne e tre bambini, sotto le bombe «amiche». Morti alle quali Karzai aveva reagito con molta durezza mettendo in guardia gli occidentali che non sarebbero più state tollerate vittime di queste «operazioni indiscriminate».
Karzai e il segretario generale dell’Onu, il sud-coreano Ban Ki moon arriveranno oggi a Roma, dove parteciperanno alla Conferenza internazionale sulla Giustizia e lo stato di diritto in Afghanistan, alla quale prenderà parte anche il segretario generale della Nato, l’olandese Jaap Hoop Scheffer, il cui arrivo nella capitale italiana è previsto per domani.
Un soldato della coalizione in Afghanistan è stato ucciso ieri nel Sud del Paese in un attentato suicida contro un convoglio militare. È la novantottesima vittima dall’inizio del 2007 tra i soldati impegnati nella lotta ai talebani.