Tra le vittime delle vignette ora c’è anche un bambino

Cinquantamila in piazza in Pakistan e scontri violenti: due morti e decine di feriti

Fausto Biloslavo

Le vignette su Maometto continuano a provocare violenze, con morti e feriti, soprattutto in Pakistan, dove la protesta è pilotata dai partiti religiosi e dai gruppi estremisti vicini ad Al Qaida. Le caricature sono solo un pretesto, perché il vero obiettivo è mettere in difficoltà il capo dello stato pachistano, generale Pervez Musharraf e far saltare la visita del presidente George W. Bush prevista agli inizi di marzo.
Almeno 50mila dimostranti hanno sfilato in diverse città pachistane a cominciare da Peshawar, il capoluogo della North frontier province, dove governano i partiti religiosi. Due persone sono morte. Un giovane rimasto fulminato da un cavo che voleva utilizzare contro i poliziotti e un bambino di otto anni, colpito alla testa dalla ricaduta di un proiettile sparato in aria. I facinorosi hanno devastato un ristorante della catena occidentale Kfc e 16 minibus di una stazione gestita da una ditta sud coreana sono stati dati alle fiamme. I manifestanti hanno attaccato anche due cinema e gli uffici di una compagnia telefonica norvegese. La polizia ha lanciato candelotti lacrimogeni e sparato in aria, ma le violenze sono continuate. A Lahore, per il secondo giorno consecutivo, sono scesi in piazza degli esagitati per protestare contro le caricature di Maometto. Un dimostrante è rimasto ucciso in un violento scontro con la polizia. La situazione è precipitata pure a Tank, una cittadina dell’area tribale. Gli estremisti hanno dato alle fiamme negozi che vendono videocassette e cd musicali, oltre che internet café, simbolo dell’Occidente. «La protesta si stava svolgendo pacificamente fino a quando non si sono infiltrati degli armati che appoggiano i talebani, i quali hanno cominciato a sparare» ha dichiarato a un’agenzia stampa Attiqullah, il capo locale della polizia.
Una chiara dimostrazione che la svolta violenta delle proteste in Pakistan è causata dai gruppi fondamentalisti contigui al terrorismo. Fonti di intelligence pachistana, citate dal quotidiano di Islamabad, Daily news, hanno rivelato che gli scontri di due giorni fa, con i primi morti, sono stati pianificati e fomentati dagli attivisti dell’organizzazione studentesca Jamaatud. Si tratta di un gruppo fondamentalista affiliato al Jamaatud Dawa, il nuovo nome di Lashkar i Taiba, una delle formazioni terroriste sunnite, legate ad Al Qaida, poste fuori legge da Musharraf dopo l’11 settembre. Altre formazioni estremiste coinvolte nelle proteste sono legate al Jamaat e islami, uno dei partiti religiosi che considerano Musharraf un traditore venduto agli americani. Non a caso fra gli arrestati della prima ondata di manifestazioni ci sono anche un tajiko ed un cinese, che fanno parte di una cellula di Al Qaida nel Waziristan meridionale, la regione dell’area tribale a ridosso del confine afghano.
La satira su Maometto viene utilizzata come pretesto per ben altri obiettivi. Il 3 marzo è stato indetto uno sciopero generale di protesta per le vignette, ma in realtà gli estremisti puntano a fare saltare la visita del presidente Bush prevista agli inizi del prossimo mese. Visita che potrebbe essere cancellata se continueranno le violenze. Inoltre l’obiettivo principale di partiti religiosi, oggi all’opposizione, è mettere in difficoltà Musharraf, che il prossimo anno medita di abbandonare la divisa e ricandidarsi alla presidenza. Per farcela ha bisogno di una forte maggioranza parlamentare alle elezioni del 2007.
La protesta dei musulmani ha toccato anche le Filippine, paese a maggioranza cattolica. Seicento manifestanti hanno protestato davanti al consolato danese a Manila chiedendo a gran voce che venga «decapitato chi insulta l’Islam».
In Irak i fondamentalisti curdi, dopo avere manifestato contro la satira su Maometto, hanno lanciato una fatwa che condanna a morte uno scrittore locale, reo di avere offeso l’Islam. Zana Rustay, uno dei leader dei fondamentalisti ha dichiarato «che la fatwa riguarda anche i vignettisti danesi che hanno schernito il nostro nobile Profeta».
Su Internet gira un video di tre minuti per «insegnare ai fedeli di Maometto come boicottare i prodotti alimentari dell’Occidente». I primi sono ovviamente quelli danesi, a cominciare dai formaggi e addirittura il latte in polvere per i bambini, ma poi seguono i prodotti francesi, americani e israeliani. La telecamera si sofferma sui banchi di un supermercato dove sono esposti le merci nel mirino. La guerra santa economica è stata duramente condannata al parlamento europeo dal presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, che ha dichiarato: «Chi boicotta la Danimarca boicotta tutta l'Unione europea».