Le vittime non danno scampo al maniaco

Piero Pizzillo

È stato riconosciuto da quattro testimoni. Un riconoscimento, effettuato con tutti i crismi della legalità, dinanzi al giudice Daniela Faraggi, al pm Giovanni Arena, e al difensore Gianstefano Torrigino (e non solo davanti alla polizia, senza legale né pm, come avvenuto per i primi interrogatori), che aggrava e non di poco la posizione processuale di Edgar Bianchi, il barista ventottene indicato come il maniaco dell’ascensore, sospettato d’essere l’autore di ben 25 aggressioni a danno di bambine e ragazze. Una testimonianza che riguarda casi diversi dei tre episodi che sarebbero già stati attribuiti all’indagato sulla base del Dna. Va ricordato che dall’esame del sangue, liquido seminale e peli, trovati sul luogo delle aggressioni, è emerso che v’è corrispoondenza con il dna eseguito su tazzina e cicca di sigaretta prelevati dagli agenti della squadra mobile nel bar dove lavorava Bianchi.
L’indagato, giunto a palazzo di giustizia con un cappuccio sul volto, perché non fosse ripreso dalle telecamere e dai fotografi, è stato sottoposto al cosiddetto confronto all’americana. È stato messo in mezzo a tre giovani della sua stessa età e dalla caratteristiche fisiche somiglianti, mentre i quattro testi (un uomo e tre donne, ovviamente non visibili al sospetto maniaco, procedevano al riconoscimento, attraverso un vetro. Tutti quanti, uno alla volta, sono stati concordi nell’indicare in Bianchi il giovane che avevano visto o dentro l’ascensore o nelle vicinanze del portone. Questi episodi erano avvenuti nelle zone di Sampierdarena, San Fruttuoso e in corso Magenta. Vi sarebbe stata, pertanto, un’indicazione che non darebbe adito a dubbi da parte di tutti i testi. L’avvocato Torrigino obietta che i testimoni potrebbero essere stati influenzati dalle fotografie di Edgar Bianchi apparse sui giornali e già fatte vedere dalla polizia agli stessi testi. «Il mio assistito era sereno», ha detto ieri il legale al termine dell’udienza.
Oggi si replica ma con soggetti diversi. Per le 14,30 sono state fissate le ricognizioni da parte di tre giovani vittime.
Frattanto il giudice Daniela Faraggi ha fissato per il 18 ottobre il giorno in cui conferirà l’incarico allo specialista che sottoporrà Bianchi a perizia psichiatrica, su richiesta del pm Arena e dello stesso difensore. Si tratta del professore Franco Freilone del dipartimento di psicologia dell’università di Torino, che ha già periziato Anna Maria Franzoni (caso Cogne), affiancato dal consulente della difesa, il professor Gianluigi Rocco.