Le vittime Di nuovo al parco pur di ricostruire la verità

Non sarà facile per loro, ma torneranno alla Caffarella, sul posto dove si è consumata la brutale violenza. Tra qualche giorno la quindicenne vittima dello stupro e il suo fidanzatino accompagneranno gli inquirenti in un sopralluogo deciso dalla Procura per ricostruire, ancora più nel dettaglio, cosa avvenne in quel parco il giorno di San Valentino. Certo sono scossi, i due ragazzi, dalla piega presa dall’inchiesta e dall’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare deciso dal Riesame. Credevano che i colpevoli fossero stati identificati, la notizia dell’arresto era stata un sollievo per loro. Ora si ricomincia tutto da capo. Ma sono più che mai determinati, vogliono che in carcere finiscano i veri responsabili, non colpevoli di comodo. Anche se questo potrebbe voler dire che hanno sbagliato riconoscendo Loyos e Racz. Certo, quando alla ragazza gli investigatori hanno mostrato la foto del «biondino» lei ha avuto una reazione emotiva fortissima, come se avesse rivisto il suo aggressore. Ma è possibile che si sia confusa, che quello visto in foto fosse un giovane estremamente somigliante allo stupratore. Ora il magistrato chiede ai fidanzati un ultimo sacrificio. Sarà terribile per loro tornare in quel parco, anche se in compagnia degli investigatori, dover ricordare, ancora una volta, quei momenti. Ma lo faranno. Tutto pur di individuare i responsabili. Le indagini continuano in Romania. E il ministro dell’Interno Roberto Maroni fa sapere che «la fiducia nel questore non è mai stata messa in discussione».