Le vittime sono diventate gli eroi del nostro tempo

Emerge un nuovo soggetto sociale: la vittima. Ci sono ormai migliaia di esperti in vittimologia, anche con cattedra. La condizione di vittima, amplificata dai media, è anche un modo di sentirsi diversi in un mondo di tutti uguali. Diceva Tocqueville che dipende da certe condizioni il fatto che «l’eguaglianza conduca alla servitù o alla libertà». Il rischio è quello indicato da un sociologo: la vittimizzazione è la versione dolorosa del privilegio. Esamina questa nuova figura il libro di Caroline Eliacheff e Daniel Soulez Larivière, Il tempo delle vittime (Ponte alle Grazie, pagg. 209, euro 16,80, trad. Monica Fiorini). Il problema è profondo e diffuso. Pensiamo solo alle vittime dell’Olocausto che si sentivano «colpevoli», ai marines in Vietnam che ribaltavano in trauma la loro aggressione.