Le vittime della strada: «Pene dure per i pirati»

Inasprire le pene contro i pirati della strada. È la richiesta dell’associazione Vittime e Infortuni della Strada che, domenica in via Dante, ha organizzato una raccolta di firme. L’obbiettivo è modificare la legge sul patteggiamento, affinché non ci siano più sconti di pena per i responsabili di incidenti mortali. Il gruppo, che riunisce i parenti delle vittime della strada e un’équipe di avvocati, propone anche di aumentare da due a tre gli anni di reclusione attualmente previsti come pena base. La raccolta di firme sarà organizzata in contemporanea a Milano e in altre città e proseguirà per tutto il mese di maggio.
Alla manifestazione in via Dante sarà presente anche la famiglia di Andrea De Nando, il ragazzo di 15 anni che il 29 gennaio di quest’anno è stato investito e ucciso a Peschiera Borromeo da un’auto che andava ad altissima velocità. Andrea stava attraversando la strada sulle strisce pedonali (e con il semaforo verde) dopo essere uscito dall’oratorio. Ed è morto sul colpo, sotto gli occhi del suo fratello gemello.
Lo scopo dell’associazione è fare prevenzione per aumentare la sicurezza sulle strade ed evitare che le auto pirata rovinino la vita a intere famiglie. Il gruppo è nato anche per fornire assistenza (tecnica, psicologica e legale) ai parenti delle vittime di incidenti stradali. E sostiene anche chi ha problemi fisici e psicologici a causa di un incidente. O chi, per i postumi, ha problemi di mobbing sul lavoro.
L’associazione, presieduta da Manuela Barbarossa, porta avanti campagne di prevenzione tra i giovani, per convincerli a non premere troppo sull’acceleratore, per educarli a non bere troppo e per educarli a una guida sicura. Il gruppo promuove anche studi sulla viabilità per fare in modo che guard rail e rotonde siano sicuri.