Una vittoria che risolleva il nostro tennis

E sistono dei match che fanno bene al cuore. Ieri a Torre del Greco ho assistito a un doppio che ha riacceso l’entusiasmo tra gli appassionati di tennis. In coppa Davis l’Italia conduce per 2-1 contro la Spagna di Rafael Nadal, il più forte di tutti sulla terra battuta. È incredibile ma proprio sulla superficie preferita del numero due mondiale, Bracciali e Galimberti hanno portato a casa il secondo punto. Quando gioca l’Italia divento una tifosa perdendo l’obiettività che dovrebbe avere un buon cronista e di questo mi scuso. Ma mi sarebbe comunque difficile riassumere una partita di oltre 4 ore che si è risolta 9-7 al quinto.
Da una parte i nostri «eroi» rispettivamente n° 92 e n° 191 della classifica, dall’altra Nadal n° 2 e Lopez n° 13. Scusate se la differenza è poca! È vero che i due spagnoli sono fortissimi in singolare ma non sono da buttare neanche in doppio infatti assieme hanno vinto il torneo di Doha. Gli azzurri nel primo set hanno mancato troppe occasioni. Nicola Pietrangeli, da grande specialista, suggeriva: «Per tentare una difesa devono farli palleggiare!». Un compito non facile perchè Nadal da sublime singolarista rispondeva bene mentre i nostri si avventuravano in soluzioni a «tandem» tanto confuse quanto pericolose. Nella seconda partita prima Galimberti sul 2 pari, poi Bracciali sul 3-3, hanno salvato una palla break sui rispettivi servizi. Due punti pericolosissimi che li avrebbero probabilmente affossati nello svantaggio di 2 set a 0.
Quando l’Italia è passata a condurre 2 set a 1, ho vissuto momenti di grandi illusioni. Seguiti dallo scoramento, pieno di ansie e dubbi, del recupero spagnolo. Zoppicando siamo arrivati al quinto. Poi la fuga degli azzurri e l’ennesima rimonta. Insomma, un finale da togliere il respiro. Sul 5 pari Bracciali è uscito dall’inferno di un 15-40 sulla propria battuta. Punteggio che poteva trasformarsi in 2 match points. Poi però è stato proprio Nadal a perdere la battuta e il match. Per ritrovare tanto entusiasmo e tanto tifo devo tornare indietro nel tempo a tanti anni fa, quando giocava Pietrangeli, quando giocavano Panatta, Bertolucci, Barazzutti, Zugarelli. Non penso che l’Italia abbia ritrovato i campioni di allora. Però mi associo ai napoletani che credono al non c’è due senza tre.