La vittoria di Dario contro il silenzio «Con il pianoforte sono rinato...»

All’età di tre anni la diagnosi dei medici: «Alle soglie dell’autismo». Oggi è musicista, fa concerti e compone

(...) In pratica soffriva di quel disturbo definito anche «ripiegamento su se stessi», con anni passati a fare confusione tra forchetta e coltello, silenzi impenetrabili, labirinti mentali e tante cose per lui poco stimolanti e per questo rimaste alla superfice della compressione. Problemi di astrazione, si dice. «Certe genialità possono portare in sé fragilità ma poi...», chiosa a ragione papà. Ora Dario inizia a fare concerti con ensemble, accompagna cantanti, si esibisce nelle piazze (per quattro mercoledì sera è a Lainate) e compone col pc. Insomma, a dir poco una bella rimonta.
Pomeriggio a Pogliano Milanese, zona fuorimano di industrie manifatturiere e spazi aperti. A casa Fasci scorrono come un film spezzoni di vita, flash dolorosi e ricordi di gioie e delusioni. La mamma non c’è, la sorella Elisa al lavoro. Al tavolo il capofamiglia Vincenzo, grintoso 56enne ex manager con simpatici baffoni: «Molto dobbiamo alla sua prima insegnante di musica, Sonia. Fin da subito Dario ha mostrato chiare qualità così abbiamo deciso di puntare su quello». Dall’asilo alla terza media con l’insegnante di sostegno, poi la strada unica del piano. Prima vittoria: l’ingresso alla Civica di Villa Simonetta. «Quando si è presentato all’esame - ricordano in via Stilicone - nessuno avrebbe scommesso sull’ammissione, invece...». Ma qualcuno si accorse del suo «orecchio assoluto», così trovò un posto. Fu lei, Rosanna Re, 33 anni di insegnamento, 300 concerti all’attivo: «Da subito il ragazzo si è messo a studiare con serietà. Al contrario di alcuni coetanei, magari impegnati su altro, sulla tastiera ci ha messo sempre tutto se stesso». Risultato: al diploma ha eseguito partiture che normalmente fanno sudare anche gli interpreti più collaudati, tipo la «partita» numero due di Bach e i «Quadri di un’esposizione» di Mussorgsky. «Un successo. Io gli ho dato fiducia e lui ha risposto pienamente», conclude la Re. Ma attenzione, la storia non sta a dimostrare che la musica guarisce ma che anche con l’arte una persona dotata può risalire la china, migliorare fino ad andare oltre...«Mi interesso di improvvisazione e leggera. Seguo Pausini, Elisa, Alicia Keys. Facciamo cover, spazziamo con gli arrangiamenti», racconta il giovane nel suo quartier generale. Una sala prove che suo padre ha fabbricato modificando un garage. «Mio figlio per me è stato il miglior professore di filosofia - conclude papà -. Mi ha insegnato quali sono le cose importanti della vita». Parlare, camminare, non arrendersi. Anche aggrappandosi a un pentagramma, non arrendersi mai...