Vittoria e Martina innamorate nella Firenze ’46

Cinzia Romani

da Firenze

«Viva la Repubblica!», gridano donne e bambini sul sagrato della chiesa, in Piazza Santo Spirito. Sullo sfondo, una Balilla color porpora cita gli anni Quaranta e la fine della seconda guerra mondiale, mentre la folla se ne sta muta, sul lato del marciapiede, per non «entrare in campo». Vittorio Sindoni gira, infatti, la fiction Le ragazze di San Frediano, che (delirio dei palinsesti permettendo), dovrebbe andare in onda questa primavera, su Raiuno. Nel cast di questa produzione Rizzoli-Raifiction (costo: cinque milioni e mezzo di euro) figurano due giovani attrici popolari, Vittoria Puccini e Martina Stella, le quali si aggirano in costume, l’una con un gilet grigio sull’abitino di seta celeste, l’altra con un vestituccio da ricamatrice poverella, contendendosi, insieme a Chiara Conti e Camilla Filippi, il cuore d’un Casanova di provincia, Bob, qui Giampaolo Morelli, baffetti azzimati e sguardo sciupafemmine, appena già visto in tv nel Commissario Coliandro di Raidue.
Il fatto è che c’è da rendere conto a Vasco Pratolini, l’autore fiorentino, le cui opere sono normalmente saccheggiate, per quel taglio rapido e giocoso, così adatto a piccolo e grande schermo. «Punto ai toni da commedia all’italiana, guardando a La grande guerra di Monicelli e al Tutti a casa di Comencini, piuttosto che al rifacimento di Zurlini», spiega il regista, alla quinta settimana delle riprese svoltesi tra Roma e Pistoia. Ora, invece, giocano in casa le protagoniste fiorentine Puccini e Stella, a proprio agio nel vernacolo dei dialoghi d’una sceneggiatura, attenta a restituire l’humus storico-sociale del romanzo pratoliniano, pubblicato nel 1949 come un divertissement all’interno d’una narrativa dalla costante drammatica.
«Il mio personaggio è interessante: da una parte Mafalda, che ha una gran voglia di vivere, fa il maschiaccio, perché guida il calesse del padre ed è capofamiglia», dice Vittoria Puccini, l’Elisa di Rivombrosa che, su Canale 5, lasciò il segno quale interprete col cuore sulle labbra. Contenta della celebrità acquisita con la fiction diretta da Cinzia Th Torrini, che la scelse quand’era una sconosciuta studentessa di Giurisprudenza, alla quale i genitori rimproveravano di tralasciare gli studi per l’incerto mestiere di attrice, Vittoria ha molti amici nel quartiere «al di là dell'Arno». «Vivo a Roma e frequento Firenze soltanto nei week-end, ma è qui che sto bene», si rammarica l’interprete, in primavera di nuovo su Raiuno nella coproduzione italo-franco-austriaca Rudolph (regia di Robert Dornhelm), dove sarà Maria Vetsera, l’amante di Rodolfo d’Asburgo, con lui suicida a Mayerling. Madre di Elisa, avuta quattro mesi fa dal collega Alessandro Preziosi (conosciuto proprio sul set di Elisa), la Puccini non si riconosce, tuttavia, in Mafalda, «personaggio privo di freni inibitori». Dal canto suo, Martina Stella, fiorentina dell’Impruneta, fin da piccola sentì parlare del romanzo.
«La mia Silvana è una sognatrice, cui somiglio: anch’io metto il mio cuore in quanto faccio», afferma l’attrice, presto in La freccia nera e in La guerra sulle montagne, fiction ispirate alla letteratura. E se, all’indomani delle lotte partigiane, ragazze e ragazzi corrono dietro all’amore tra l’abside di Cestello e sul Lungarno viene da chiedersi quanto, l’erigenda fiction, potrà coinvolgere i nostri disincantati giovani. «Tutte le donne cercano l’uomo affidabile e, in tal senso, Le ragazze di San Frediano sarà rivoluzionario», anticipa il regista. Infatti lo spregiudicato Bob, che inganna pantalonaie e trecciaiole, farà una fine pessima.