La vittoria della «rivoluzione liberale»

(...) occorre una «rivoluzione liberale» e Berlusconi ripetere l’esigenza che sia il popolo a scegliere e decidere, con il metodo liberale, non solo la leadership, ma anche la nascita di un grande partito-movimento popolare all’insegna della libertà partendo dalle «case della libertà» dei circoli spontanei che già esistono e da quelli che nasceranno dopo il 2 dicembre a Roma.
Ho pensato a quanta diffidenza, a quanta non dissimulata avversione c’è stata per le iniziative di Raffaele Costa, mia e di pochi altri amici, allorché disseminammo l’Italia (sono più di 300) di case del cittadino per ripartire dalla base per allargare l’area del consenso politico, non solo per F.I., ma per tutte le componenti della Casa della Libertà.
Anche la riuscitissima assemblea del 26 novembre a Santa Margherita Ligure, che magistralmente tu hai presieduto, caro direttore, è stata preceduta da molti distinguo e malcelata avversione da parte di chi non vuole un partito aperto, liberale davvero, ma invece ispirato ad una gerarchia verticistica e spocchiosa allineata su chi è ritenuto titolare di comando e di potere. Invece, l’intuizione di Berlusconi e la fiducia di Bondi, la tessitura analoga a quella mia e di Costa, di Marcello Dell’Utri, hanno spalancato porte e finestre di F.I. alla prospettiva di un grande partito della libertà partecipato dai cittadini che non si sentono sudditi.
Roma ha certificato con l’immensa, innumerevole presenza di donne, uomini, ragazzi e ragazze, anziani e di mezza età, che esiste un’Italia liberale ed interclassista, liberale e cattolica, nazionale e sociale, un’Italia che non intende subire ma reagire democraticamente e civilmente alla politica sbagliata e vessatoria di Prodi e compagni. Occorre dare un seguito politico a tutto questo, a Santa Margherita abbiamo cominciato a farlo. Lo faremo Dell’Utri, Costa, Brunetta, Adornato, Vizzini ed io dando vita ad una grande assemblea dei circoli, delle case del cittadino, dei «liberals» e dei «movimenti riformisti» cui abbiamo dato vita unitamente ad altre iniziative spontaneamente assunte da altri amici della «casa della libertà». Questa assemblea potrà costituire il nucleo fondamentale di quel «partito della libertà» prefigurato da Silvio Berlusconi che, ancora una volta, ha visto più grande e più lontano di tanti pallidi burocrati partitici.
*Presidente Consiglio nazionale
Forza Italia