«Una vittoria scacciapensieri»

Egregio Sig. Lussana, da tifosa genoana la ringrazio perché lei ed il suo giornale siete stati gli unici in questi mesi a Genova a levare una voce al di fuori del coro, perché lei ha dimostrato di essere un professionista serio ed indipendente ed a Genova è una cosa praticamente impossibile, perché ha dimostrato di portare avanti le sue idee, anche quelle scomode, anche quelle che magari hanno fatto arricciare il naso a noi rossoblu, ma che alla fine purtroppo si sono rilevate veritiere, perché ha dato voce a chi denunciava movimenti politici contro il Genoa e ha denunciato lei stesso i silenzi delle istituzioni. Grazie. E grazie anche per le belle parole per il Muro e per gli ultimi articoli sul Genoa e Gasperini.
Io sono una «preziosiana» convinta, amo il mio presidente così come è, anche con i suoi difetti, perché ha sbagliato ma ha saputo rialzarsi da solo, perché ci ha sempre messo faccia e soldi, perché ha combattuto qui a Genova molto più che semplici partite di pallone e a me questo basta.
L’estate scorsa, in piena bufera, gli ho scritto una lettera per manifestargli il mio affetto e la mia vicinanza a prescindere, e qualche settimana dopo lui mi ha chiamato al cellulare per ringraziarmi delle belle parole. Questa cosa mi ha colpito davvero tanto. E dopo quella volta ogni tanto gli mando qualche sms e lui quasi sempre mi risponde. L’ho poi conosciuto di persona, e ho visto che è proprio così, a lui piace stare in mezzo alla gente, glielo si legge negli occhi, ha sorrisi e parole per tutti, specie per anziani e bimbi. Sarei felice se anche lei potesse cercare di guardarlo sotto un’altra ottica, noi genoani ci siamo attaccati molto a lui per il suo lato così umano, non perfetto, assolutamente, ma umano... almeno ci provi...
Tengo a precisare che tramite il Muro ho conosciuto altre persone che per un motivo o per l'altro hanno avuto la fortuna di conoscere Preziosi ed hanno avuto tutti la stessa attenzione da lui, e le stesse impressioni che ho avuto io, quelle di avere a che fare con una persona qualunque, con il «signore della porta accanto». Un uomo semplice, spiritoso, simpatico, che quando fai una foto con lui ti dice «aspetta che guardiamo se siamo venuti bene se no la rifacciamo...», e poi «ora vi dico io come mettervi così vi faccio la foto di gruppo», o quello che se lo incontri per strada si ferma con la macchina e tira giù il finestrino per fare quattro chiacchere. Non parliamo se ha a che fare con i bambini, gli anziani o le persone magari poco fortunate, ha abbracci, carezze e sorrisi per tutti. Ora crederà che sono esagerata ma lui è davvero così e la gente lo sente, e gli vuole bene al di là degli errori, al di là della sua scarsa diplomazia, al di là di tutto quello che cè successo.
Quando mi ha chiamato sul cellulare, con il suo numero privato in bella evidenza, dopo il primo attimo che mi sono sentita morire, quando mi ha detto «Ciao Barbara»... e io... «Ma chi è??» ...e lui... «non mi dire che non riconosci il tuo Presidente!!..», dopo l'attimo di paranoia totale ci siamo messi a chiaccherare come vecchi amici e la telefonata è andata avanti 10/15 minuti , beh... che dire ... io non posso che stimarlo, rispettarlo e volergli bene.
La saluto cordialmente
Barbara Rodoero