Al Vittoriale la nostalgica magia dei Van Der Graaf

Dopo 27 anni il gruppo inglese fondato da Peter Hammill si riunisce per un tour che è già diventato mitico

Luca Testoni

Chi se fosse persa la data milanese del giugno scorso in Conservatorio, ha un'opportunità, unica, per rimediare. Il tour dei Van Der Graaf Generator, nella formazione originale dopo uno stop lungo 27 anni, prevede infatti una nuova tappa in terra lombarda. Sarà l’anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera ad ospitare infatti la band domani sera alle 21.15 (ingresso 50/40/30 euro).
La reunion del gruppo mito del progressive-rock britannico dei primi anni Settanta, nato all'università di Manchester su iniziativa del dinoccolato leader Peter Hammill (chitarra, piano e voce) - e al quale si sono in seguito associati il batterista Guy Evans, l'organista Hugh Banton e David Jackson (strumenti a fiato) -, è stato uno degli eventi live del 2005. E non solo per chi già aveva avuto modo di vederli dal vivo più di 30 anni fa (mancavano da Milano dal 1972, anno in cui il gruppo ha smesso di esibirsi nel nostro Paese per il furto di tutta la strumentazione) e chi è cresciuto ascoltando i loro dischi...
Il tempo è passato e le facce sono cambiate, ma per il resto, a giudicare dalle esibizioni in giro per l'Europa, sembra che tutto sia rimasto uguale. Il loro sound è ancora grintoso e nitido, riconoscibile fra mille. Sia che vengano passati in rassegna i successi di un tempo, a partire da Pawm Hearts (uno dei dischi cardine del progressive, approdato al numero 1 nella hit parade tricolore del '72), sia che si tratti di dare in pasto ai fan le nuove canzoni del doppio album, Present, il primo disco dopo la separazione del 1978.
Insomma, siamo di fronte a un'autentica resurrezione. Per certi versi inattesa. Ancora un anno fa, infatti, Peter Hammill, 56 anni, giurava che i Van Der Graaf appartenevano al passato: «Ci hanno offerto cifre interessanti per anni, ma abbiamo sempre rifiutato. Poi abbiamo cominciato a sentire il tempo che scorre, a pensare che ogni giorno allontanava la possibilità di riprovarci», ha spiegato il cantante-filosofo, che non ha mai smesso di esprimere il proprio pessimismo sul destino dell'uomo. «L'infarto che mi ha colpito quasi due anni fa è stata la spinta finale».
E mentre Emi-Virgin si accinge a ripubblicare il vecchio catalogo in edizione rimasterizzata (e con le inevitabili tracce rare o inedite), gli attempati rocker britannici si premurano di rispedire al mittente il ruolo di pionieri del progressive assieme ai King Crimson: «Il nostro mondo è diverso. Prende spunti dal jazz e dal mondo dell'improvvisazione, dal rock e dalla letteratura», ha dichiarato di recente Hammill. «Non ci siamo mai sentiti parte di un movimento. Siamo dei solitari, lontani dall'industria dell'intrattenimento».