«Vittorio è il numero uno Milano non può perderlo»

«Sarebbe un peccato perderlo, ma dipende da lui decidere cosa fare. Insieme possiamo trovare i modi per proseguire e mantenere il suo prezioso contributo». Fa ricorso a tutta la sua diplomazia Ignazio La Russa, il colonnello di Alleanza nazionale alle prese con il caso Sgarbi.
An porge l’altra guancia?
«Il fatto che abbia rinunciato ad andare al Leoncavallo è un ottimo inizio per la riflessione che avevo chiesto al sindaco Moratti sui ruoli degli assessori».
Fuori dal politichese?
«A volte sono tentato di dire che Sgarbi è incompatibile con il suo ruolo».
Poi?
«Poi rifletto e dico che è una grande risorsa per la città e va conservato. A patto che faccia quello che sa fare».
Cioè?
«Lui è uno straordinario divulgatore d’arte, si limiti a quello. Nessuno come lui ti sa far capire e amare un’opera».
Un assessore sotto tutela?
«No. Rivendichi pure la sua libertà, ma come critico d’arte. Andare al Leonka era solo una provocazione, lì l’aspetto culturale è solo marginale».
Per il resto?
«Se decide di fare l’assessore deve trovare una compatibilità tra il proprio carattere, i comportamenti, il suo modo di essere e i ruoli che deve assumere».
Qualcuno dice che le risse con Alessandra Mussolini non sono degne di uno che rappresenta il Comune.
«Chi ha organizzato l’incontro in tivù davanti a milioni di spettatori non voleva che facessero la pace, ma assistere a un altro scontro. Organizzeremo noi una cosa più vera. Lontano da tutti».
Il Leoncavallo?
«Per me è una storia chiusa».