Vittorio Sgarbi: «Nessuno scandalo, solo vera arte»

I vigili chiudono le porte: intervento in extremis dell’assessore

(...) Anche se dietro l’angolo c’è l’intoppo. La polizia annonaria, infatti, con la gente in coda impedisce l’apertura contestando la mancata produzione di alcuni documenti sull’allestimento, in particolare la licenza di pubblico spettacolo. Sfuriata di Sgarbi e le porte si aprono («un’ulteriore censura, la buona educazione impone che se si invita qualcuno in casa poi non gli si può impedire di entrare»). In mano il bellissimo catalogo Alinari-Motta a cura di Italo Zannier, lo studioso e storico della fotografia di cui fu giovanissimo allievo. «L’archeologica, casta fotografia di Gloeden», il titolo della dottissima prefazione in due lingue dell’appassionato professore. «L’ho pensato tre mesi fa - assicura Zannier - nemmeno immaginando a quali polemiche sarebbe andata incontro questa mostra». E chiude il suo testo parlando di fotografie che sono una «suggestiva testimonianza di un’idea di bellezza, di una realtà in gran parte scomparsa come al risveglio da un sogno». E Sgarbi riprende vigore polemico. «Alla Moratti - ritorna Pierino - vorrei dire che anche i Bronzi di Riace sono molto nudi. E che tutta la scultura è al limite della pornografia. Non parliamo della pittura. Quanto è svestita la Venere di Botticelli?». In pratica l’annuncio che, nonostante le tante polemiche, il programma delle esposizioni andrà avanti a cominciare dal 28 febbraio quando al Pac partiranno le contestatissime rassegne di Joel Peter Witkin e Jan Saudek. Solo un viatico, promette l’assessore, per l’anno dedicato alla fotografia. E al rilancio di Palazzo della Ragione.