Viva la movida ma allo sport serve dell’altro

Alla fine dello scorso anno, quando era girata voce che l’ultima tappa del Giro d’Italia non sarebbe stata Milano ma Verona, l’assessore allo Sport Giovanni Terzi era quasi caduto dalle nuvole. «Faremo di tutto per non farcelo sfuggire...» aveva detto ma, sinceramente, sembrava una delle tante dichiarazioni a cui ci hanno abituato i politici. Anche perché se Palazzo Marino doveva ancora salire in bici in Veneto già avevano lanciato lo «sprint». Tutto pronto per far «deviare» la carovana: tappa a cronometro sulle rive Garda, sponsor, pubblico, politici e «schei» che sotto la Madonnina si traduce «danè». L’assessore, compreso che tirava brutta aria, si era messo a pedalare. Tra le altre cose sul piatto aveva messo una promessa: «Per onorare il Giro organizzeremo la notte bianca dello sport, una movida che coinvolgerà squadre, atleti e cittadini...». Si fa presto a dire. Poi il tempo passa, la gente dimentica e... si smette di pedalare. Non sempre. Oggi, in onore del Giro che arriva domani, Milano avrà la sua prima notte bianca dello sport. Un evento «vero»: bici, tornei di calcio e basket. E ancora scherma, volley, equitazione, musica, danza e spettacoli. Va dato atto all’assessore di aver mantenuto la promessa. Non è da tutti. Ma insieme ai complimenti (sinceri e meritati) a Terzi va ricordato che lo sport milanese ha davvero bisogno di attenzioni. Ci sono (dove ci sono) troppi impianti vecchi, manca una pista dove organizzare una sei giorni di ciclismo, hanno pochi spazi i giovani rugbisti, i nuotatori e i maratoneti quando (una volta l’anno) corrono in città si beccano un sacco di insulti. Insomma c’è da fare. Terzi è capace e ha dimostrato di essere uomo di parola ma faccia esattamente il contrario di quello che diceva il grande Eduardo: non lasci passare «’a nuttata».