VIVA RIFONDAZIONE!

Ormai, questi articoli li scrivo in automatico. Potrei pubblicare la fotocopia di precedenti interventi su questo tema e non avrei nulla da aggiungere o da togliere. Il problema, però, non è - perlomeno non solo - la mia ripetitività e/o scarsa fantasia. Il problema è che, almeno una volta al mese, Rifondazione comunista e la giunta Burlando ci danno uno spunto per scrivere la stessa cosa. Qualunque sia l’oggetto del contendere.
Che succede? Succede che Giacomo Conti e Marco Nesci, i due consiglieri regionali bertinottiani, presentano il loro disegno di legge sulla possibilità di requisire temporaneamente gli alloggi sfitti per esigenze abitative a chi ha più di tre case di proprietà. Ognuno fa la sua parte: Nesci, che ha il phisique du rôle, si specializza nella pars destruens. Conti, personcina specializzata nel dialogo, lima invece tutti i punti della proposta, dall’esenzione dell’Ici a quelli che assicurano i requisiti di costituzionalità alla proposta di legge regionale.
Intendiamoci, è una roba che a noi non piace. Penso che chiunque possa avere anche dieci case ed essere libero di farci quello che vuole, anche di usarne i saloni per pascolo di mandrie allo stato brado. Poi, certo, posso dare un giudizio morale su questo modo di comportarsi. Ma non obbligare un proprietario ad affittare. Sono fatti suoi e ne risponderà alla sua coscienza, non al tribunale del popolo.
Ma, detto questo, non mi scandalizza che Conti e Nesci dicano queste cose. Anche perchè, più o meno, le avevano dette anche in campagna elettorale. E noi, sul Giornale, come sempre in perfetta solitudine, le avevamo raccontate.
Il problema non sono loro due. Il problema sono i «moderati» del centrosinistra e il loro presidente «moderato» Claudio Burlando e quasi tutta l’alta borghesia e il grande capitale e i grandi proprietari immobiliari genovesi che hanno votato tranquillamente per l’Unione alle regionali, facendo finta di non sentire quello che diceva Rifondazione. E, anzi, scrollando le spalle quando qualcuno, come noi, glielo faceva notare.
Oggi, che Rifondazione fa solo quello che aveva promesso in campagna elettorale - nè più, nè meno - vengono a dirci che loro non sono d’accordo, che non ci stanno, che per loro la proprietà è sacra e simili amenità. Leggere, per credere, le parole di ieri di Claudio Burlando e quelle odierne dei Ds che riportiamo integralmente proprio per dare a tutti gli strumenti per farsi l’idea più completa di tutta la vicenda.
Quindi, noi non ci stiamo. Non stiamo con il centrodestra (e tantomeno con il centrosinistra) che critica Rifondazione per la sua uscita. Certo, crediamo che la mozione dell’azzurro Matteo Rosso e del biasottiano Matteo Marcenaro sia il modo migliore per provare a fare chiarezza e per mettere nero su bianco, su carta intetstata della Regione, chi è favorevole e chi è contrario a questa proposta. Per stanare chi va stanato.
Ma, nel frattempo, lasciateci urlare: «Viva Rifondazione!». Perchè rispetta quello che aveva detto in campagna elettorale. E fa emergere le ipocrisie dei liberisti. Del giorno dopo.