Vivaci, divertenti e creativi: la moda riparte dai giovani

La settimana delle sfilate milanesi si apre con i debuttanti. E con una certezza: Roberta di Camerino

Paola Bulbarelli

da Milano

Giovani a gogo. La moda di Milano riparte dai debuttanti: bravi, vivaci, divertenti. Nude, allora. Nude che è la sigla di New upcoming designers, dove brillano per ricerca poetica Bianca Gervasio e Pilar Ruiz, la prima con cerchietti di boule di vetro, giacchine decorate da sacchettini di stoffa e borsettine tonde come palle da bowling, la seconda puntando tutto sul pizzo, tradizionale o laserato. Largo ai ragazzi anche e forse soprattutto nella collettiva Milano incontra Berlino, che ha portato sulle passerelle milanesi, con il patrocinio dell'ambasciatore di Germania Michael Gertds, sette designer di grido: 30 Paar Hande, C. Neeon, Lala Berlin, Macqua, presque Fini, Sisi Wasabi e Von Wedel and Tiedeken.
E sempre per i debuttanti, ecco la prima volta di Valeria Marini, che ha presentato la sua collezione. Oggi, invece, esordisce in passerella il creativo più giovane in assoluto di questa edizione di Milano Collezioni: Ricky Ronchi, figlio di Ermanno Ronchi, che ha preso la guida creativa dell'azienda di famiglia, Erreuno, subentrando a Sonia Speciale. Tra le «prime» di oggi, anche quella di Maria Calderara, nota designer di gioielli, che ha deciso di darsi anche alla moda. Austerità calvinista in passerella, infine, da Malloni, con colori neutri come il nero asfalto e il il fango per giacche che si modellano sul corpo come i tailleur anni quaranta e gonne dai volumi irregolari, ravvivate da stampe art déco.
Nel giorno degli esordienti, ecco una certezza. È Roberta di Camerino che in questa prima giornata di sfilate, tutta dedicata ai giovani designers, è stata la chioccia. Lei è Giuliana Coen (nome reale e trasformato in Roberta di Camerino come stilista), con i suoi 60 anni di carriera nella moda, può permettersi di riscoprire se stessa, presentando sempre qualcosa di elegante e perfino attuale. La sfilata, che ha aperto la rassegna in FieraMilano, è stata vivacizzata dagli acrobati del gruppo I Kataclò, e ha giocato sul tema dei cerchi olimpici, realizzati in passerella come scenario delle acrobazie, ma anche riprodotti in collezione come riscoperto motivo decorativo (Giuliana lo aveva ideato nel lontano 1948). Immancabile il famoso «cinghino», simbolo della maison, i colori rosso-verde-blu, che sono un po’ l'emblema del marchio, il trompe l'oeil dei completi e degli abiti in jersey, anche lunghi e da sera. Accanto alle borse intramontabili come la «Bagonghi», nuove sacche in velluto o bustone in coccodrillo con manici molto grafici ed anelli. Tra le novità, i cappotti shearling tartarugati, i completi crema con tasche e martingale lievemente decorati da cinghini di velluto ton sur ton, il nuovo scozzese grigio-marrone per cappotti e tailleur.