Vivere bene con il cancro? Così si può

Presentato ieri il documento che tutela i diritti dei malati

Michela Giachetta

Vivere con e dopo il cancro. Oggi si può. Ma la notizia è che nell’immediato futuro lo si potrà fare meglio. Secondo i dati forniti all’incontro - dibattito, «Tutelare gli interessi dei malati di cancro in Europa», che si è tenuto ieri alla sala cenacolo della Camera dei deputati, le persone che oggi sopravvivono alla malattia sono il 50 per cento. Ma si può puntare all’80 per cento. Al convegno l’Aimac (Associazione italiana malati di cancro) e la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) hanno presentato le linee guida per i diritti dei malati oncologici in Europa, approvate nel 2004 dall’assemblea generale ìdell’Ecl (European cancer leagues). Il punto di partenza di questa associazione no profit è la dichiarazione congiunta sulla promozione e tutela dei diritti dei malati presentata a Oslo nel 2002. L’idea è stata quella di trasformare in pratica i principi in essa contenuti. Nel 2004 in Europa il cancro è stato diagnosticato a quasi tre milioni di persone. In Italia, in particolare, ogni ora si registrano 30 nuovi casi, si arriva ai 270mila malati all’anno, numero destinato a crescere. Fortunatamente, però, come già ricordato, sono in aumento anche le percentuali di chi al cancro sopravvive. Ma il punto è come si sopravvive: la cronicità è spesso pagata a caro prezzo. Le terapie lunghe, ripetute, debilitanti sia a livello fisico, che psicologico, i controllli scadenzati nel tempo influiscono pesantemente sulla vita del malato e dei suoi familiari. «È il fenomeno della nuova “disabilità di massa” - spiega Francesco De Lorenzo, presidente della federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia - Fenomeno davanti al quale bisogna dare riposte concrete. Ad esempio assicurando a tutti l’accesso alle nuove terapie, alla riabilitazione, a un tipo di informazione consapevole che, come sostengono i malati, costituisce la “prima medicina”». La diffusione delle linee guida e il conseguente recepimento e attuazione da parte dei singoli Stati è fondamentale per il raggiungimento di questi risultati. Il documento contiene, infatti, una serie di raccomandazioni pratiche per migliorare la vita dei malati di cancro. Si parla, in particolare di qualità dell’assistenza, del rapporto fra il malato e gli operatori sanitari, di un sostegno psicologico alle persone colpite da questo tumore, dei diritti alla riabilitazione e alle cure palliative, del sostegno sociale ed economico. Sostegno fondamentale perché il cancro e ancora di più le terapie oncologiche, quasi sempre invasive e debilitanti, diminuiscono la capacità lavorativa del malato che incontra difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro come anche di mantenimento del posto. Combattere il cancro è (anche) battersi contro certi pregiudizi. In Italia e in Europa.