«Vivere la città è amarla»

Carissimo Massimiliano, in un momento particolare della mia vita voglio esprimerti gratitudine e sostegno per l'amore che hai dedicato alla nostra città. Arrivata da bambina a Cornigliano, dopo un viaggio lunghissimo che pareva eterno, io, mio padre e tre sorelle, senza la presenza di una mamma, siamo approdate in una città meravigliosa che ci ha accolto cullandoci con le onde del mare e con la simpatia di chi la abita. Bando alla commozione, solo chi ha vissuto un’esperienza simile alla mia, può comprendere il mio stato d’animo. La mia devozione a Genova. Da molti anni il mio lavoro di giornalista mi porta a contatto con i genovesi. Ebbene, sono convinta che sono molti, davvero tanti, coloro che pensano che il tuo inno alla città sia giusto. Il tuo essere sempre vicino ai lettori, in mezzo alle persone, vivendo il quotidiano è un segno dell’amore per la città che tu esprimi sulle pagine de il Giornale, pagine che raccontano sempre con grande attenzione ciò che accade a Genova. Conoscerti, frequentarti per lavoro, dividere con te le opinioni non sempre uguali mi ha permesso di apprezzare ancora una volta i giovani. Tu sei giovane, hai tre bimbi, una moglie bellissima e la tua serenità di giudizio è la dote più importante che un giornalista possa avere. I tuoi «colpetti» di disapprovazione al mio braccio durante le trasmissioni politiche frenano quella indistruttibile impulsività che è la mia caratteristica. Noi, Loro, i genovesi che rispondono con amore al tuo amore desideriamo vederti correre per le viuzze, scendere di corsa da un autobus, fermarti per sorridere ad un barbone e ti chiediamo: non chiudere la rubrica dell'amore, chiuderesti la porta del paradiso?
*direttrice editoriale di TeleGenova