«Vivete ogni giorno come fosse l’ultimo»

di Sono onorato di essere qui per la vostra laurea, in una delle più prestigiose università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, a dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita, tutto qui.
La prima storia è sull’unire i puntini
Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma perché ho mollato? È cominciato tutto prima che nascessi. La mia madre biologica era una studentessa di college non sposata e decise di darmi in adozione. Voleva che fossi adottato da laureati e puntò su un avvocato e sua moglie, che però decisero all’ultimo che volevano una bambina. Quelli che poi sono diventati i miei genitori hanno ricevuto una telefonata nella notte: «C’è un bambino, lo volete?». E loro: «Certo». La mia madre biologica però scoprì che non erano laureati e si mise di traverso. Firmò le carte solo quando i miei genitori adottivi promisero che sarei andato al college. Diciassette anni dopo andai al college. (...) Dopo sei mesi non ci vedevo alcuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non capivo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure spendevo tutti i soldi che i miei avevano messo da parte. Così decisi di mollare. Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia preso. (...) Tutto quello che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo. (...) All’epoca era impossibile unire i puntini guardando il futuro, ma è diventato molto chiaro dieci anni dopo, quando ho guardato indietro. Dovete avere fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si uniranno. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo approccio non mi ha mai lasciato a piedi, ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La seconda storia è sull’amore e sulla perdita
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è diventata una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, in quel momento sono stato licenziato. (…) Era stato un fallimento pubblico e presi in considerazione l’ipotesi di scappare dalla Silicon Valley. Ma, anche se ero stato respinto, ero sempre innamorato di quello che avevo fatto. E per questo decisi di ricominciare. Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato era stata la miglior cosa che mi potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante. Entrai in uno dei periodi più creativi della mia vita. Fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra chiamata Pixar e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. (...) Il licenziamento è stato una medicina amara, ma ritengo che fosse necessaria. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi.
La terza storia è sulla morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: «Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione». Da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: «Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare ?». E ogni qualvolta la risposta è «no» per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato. Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - le aspettative di eternità, l’orgoglio, i timori di essere imbarazzanti o di fallire - svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. (...) Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari. Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirgli. (...) Il vostro tempo è limitato, non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. (...) «Stay Hungry. Stay Foolish.», siate affamati, siate folli. Io me lo sono sempre augurato e ora che vi laureate e cominciate una nuova vita, lo auguro a voi.