«Vivo sulla mia pelle i disagi del quartiere»

Le proteste del comitato di quartiere, alla fine, a qualcosa sono servite. Intorno alle dieci e mezza a riceverne una delegazione è il console Cornel Visoiu in persona.
Console, ha visto la protesta dei residenti? Cosa risponde alle loro richieste?
Il loro disagio è anche il mio perché anch’io vivo qui e sento il frastuono che fanno ogni notte. D’estate, poi, la situazione peggiora perché a richiedere i visti per l’espatrio ci sono molte persone in più. Io stesso sono costretto a lavorare allo sportello per velocizzare le pratiche.
Quale soluzione offrite per uscire da questo impasse?
Abbiamo già richiesto al nostro governo di aprire altri due uffici consolari in Italia. Uno dovrebbe essere attivo a Torino a fine anno, l’altro a Trieste più in là. Se poi la Romania dovesse entrare nell’Ue dal primo gennaio 2007 il problema dei visti per l’espatrio (il 90 per cento dei documenti richiesti) scomparirebbe.
Per via del Serafico, invece, pensate a soluzioni temporanee per alleviare i disagi degli abitanti?
Pensavamo che con la lista di prenotazione si eliminassero i bivacchi qui davanti. Forse ora ripristineremo la possibilità di prendere appuntamento. Ma a Milano dove è così le cose non vanno meglio. Avevo anche chiesto una pattuglia permanente della polizia ma la Farnesina ce l’ha negata.
Ma perché i suoi connazionali si comportano così se esiste una lista di prenotazione?
È un fatto che non capiamo nemmeno noi. Sicuramente denota mancanza di civiltà. Bisogna aggiungere, poi, che vengono anche moltissimi rom che sono molto indisciplinati.
Ritiene adatta questa sede per ospitare il vostro consolato?
Quando l’abbiamo presa pensavo di sì. Adesso ho dei dubbi. Sicuramente non c’è spazio per far entrare tutte le persone che sono in attesa. Il fatto è che per trovarla ci abbiamo messo un anno e mezzo e il Comune al quale ci eravamo rivolti per avere un aiuto, non ci ha dato una mano in nessun modo.