Vivono come Eluana altre 480 persone

(...) affronta «cosa fare o non fare per difendere le prerogative della Regione e per difendere quelle che sono le nostre profonde convinzioni giuridiche, legislative e morali» spiega Roberto Formigoni. È possibile, infatti, presentare un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Ma ci sono anche altre strade, segnala il governatore: «Strade diverse che stamani esaminiamo tutte con speditezza e con il necessario approfondimento. La materia è molto più complessa di quanto la sentenza fa intendere».
Già, la sentenza del Tar - tra i nodi che, oggi, la giunta Formigoni deve sciogliere - impone alla Regione anche di individuare una struttura dove far morire Eluana, «prestazione che è tutta nuova e non prevista da alcun protocollo». Come dire: «La materia è estremamente delicata e attiene ai diritti fondamentali della persona e sulla quale la Regione vuole essere custode attenta, osservante e vigile». E come chiosa l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani «non può la magistratura sostituirsi ai poteri legislativi dello Stato che appartengono al popolo». Chiaro, aggiunge il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, che «non può essere un giudice a decidere chi deve vivere e chi deve morire»: «Ancora una volta un tribunale viola le più elementari regole della democrazia cercando di imporre in tutti i modi il diritto a morire, incurante del principio secondo cui spetta alla politica fare le leggi e alla magistratura farle rispettare».
E mentre la deputata Pdl Chiara Moroni definisce «giusta la decisione del Tar» perché «ribadisce il diritto di scegliere o rifiutare le cure», in un comunicato stampa congiunto Forza Italia e Alleanza Nazionale, tramite i rispettivi capigruppo Paolo Valentini e Roberto Alboni, giudicano «surreale e irresponsabile il fatto che un tribunale sentenzi il diritto di morte laddove, oggi, c’è in Italia un’assoluta vacatio legis». Forza Italia e Alleanza nazionale rimarcano poi che «la maggioranza in consiglio regionale è a favore della vita e, come tale, continuerà a difendere il diritto di Eluana a esistere».
Battaglia per il diritto alla vita reclamata anche dal capogruppo Udc Gianmarco Quadrini: «No al delitto perfetto, non alla morte per sentenza. Il presidente Formigoni deve continuare a difendere la vita. E l’Udc lombarda è pronto a dare il proprio contributo per valutare un eventuale ricorso della giunta regionale al Consiglio di Stato contro questa sentenza aberrante». Una sentenza che «stupisce», fa sapere l’assessore della DcA Domenico Zambetti: «In nessun modo e per nessuna circostanza può essere riconosciuto il diritto a sopprimere una vita privandola di cibo e di acqua». Condanna a morte imposta alla Regione dalla terza sezione del Tar della Lombardia.