«Vizio di forma, stangata sulla casa illegittima»

La richiesta di revisione catastale sugli immobili del centro non è mai stata deliberata formalmente dal Comune. Lo sostiene l’associazione dei proprietari, Assoedilizia, che ha incentrato su questo asserito vizio di forma il ricorso contro l’operazione. L’aggiornamento dei valori catastali è già ad uno stadio molto avanzato: 16mila residenti in quattro «microzone» del centro hanno già ricevuto notifica dell’avvenuta revisione (al rialzo), e altri 90mila lo riceveranno entro la fine dell’anno.
Ma - questa è la tesi di Assedilizia - «il ricorso alla revisione, non sarebbe mai stato deliberato dal Comune»: sarebbe stato semplicemente richiesto all’Agenzia del territorio (ex Catasto) «con una istanza a firma di due funzionari».
Il Comune di Milano, con una istanza del 14 ottobre 2005 ha chiesto all’Agenzia del territorio di attivare il procedimento di revisione. E lo avrebbe fatto con una semplice lettera a firma dei funzionari degli uffici della Ripartizione Piano regolatore. «Questo fatto - per il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici - sostanzia chiaramente un vizio procedurale: perché si trattava, non di una “risposta tecnica” per la quale bastava un atto degli uffici, bensì di una scelta politico-amministrativa caratterizzata dalla discrezionalità (data la facoltatività della opzione comunale, riconosciuta anche nelle premesse degli atti di accertamento».
La revisione infatti «incide sui diritti soggettivi dei cittadini (modificazione ed incremento delle basi impositive della fiscalità immobiliare)», per cui secondo l’associazione dei proprietari è una «scelta politico-amministrativa per la quale era necessaria, sulla base dei principi generali dell’ordinamento, una decisione dell’organo deliberante del Comune, il Consiglio comunale, l’unico legittimato ad esprimere la volontà comunale o, quanto meno, della giunta municipale». «Atti questi che -per l’impugnazione - non risultano esser stati mai assunti».
Colombo Clerici parla di «modalità sconcertanti» dell’istanza: «Il 13 ottobre - riferisce - gli uffici della Direzione centrale della Pianificazione urbana e Prg ricevono per posta elettronica, dalla Agenzia del territorio la documentazione, dalla quale risulterebbe il cosiddetto “rapporto di soglia rs” fra le microzone (non risulta agli atti chi abbia mai chiesto all’Agenzia e con quale procedura questo rapporto). E il 14 ottobre, a firma di due dirigenti inoltrano la richiesta di apertura del procedimento di riclassamento; che non contiene indicazione alcuna di autorizzazioni o di decisioni da parte di organi comunali».