La voce di Camille a Sant’Eufemia Devendra Banhart ai Magazzini

Buona notizia: due pezzi da Novanta della nuova scena pop-rock internazionale fanno tappa a Milano. Pessima notizia: sia la parigina Camille sia lo yankee Devendra Banhart si esibiranno entrambi stasera pressoché in contemporanea.
Trentun anni, parigina, Camille, all'anagrafe Camille Dalmais, la più brava ed originale cantante-autrice francese della sua generazione (con tre album all'attivo, tra cui il capolavoro «Le Fil» e «Music Hole», autentici inni alla libertà applicata in musica), paladina incontrastata del pop a-cappella, proporrà nella splendida Basilica di Sant'Eufemia (ore 21, ingresso libero) il suo progetto più ardito: una visita con approccio ateo e gioioso nei territori della musica sacra.
Il titolo? «God is Sound». Con la voce che si ritrova, e che utilizza quasi fosse uno strumento, questa artista tutto genio, rigore e sregolatezza può fare quel che vuole e così porta in scena in solitario una dozzina di canti religiosi appartenenti a culti e tradizioni assai distanti tra loro (cristiana, ebraica, buddista, scintoista, hindu e islamica).
Atmosfera decisamente più profana, quella che ospiterà ai Magazzini Generali (ore 20.30, ingresso 18 euro) il concerto di Devendra Banhart, vale a dire il menestrello più quotato tra i nuovi folkettari d'Oltreoceano, accompagnato per l'occasione dal quartetto dei Grogs. Genitori hippie (papà texano e mamma venezuelana), il barbuto ed eccentrico cantautore con l'ultimo album «What will we be», il suo lavoro più solare e accessibile, pur non rinunciando al proprio piglio naif, ha saputo andare oltre i territori folk, mettendo assieme influenze latine, soul, jazz, Caetano Veloso, Neil Young e psichedelia rock. Coraggioso, no?