VOCE NON SMENTITA

un paio di settimane fa, mai smentita ufficialmente, continua a circolare. Una soluzione per un rebus locale complicatissimo che mette insieme la corsa a quattro per Palazzo Vecchio, le elezioni anticipate in Provincia e quelle del 2010 per la regione. Il tutto in un contesto più che difficile, con importanti comuni e intere amministrazioni provinciali che rischiano di passare a destra.
La candidatura di Letta per il Pd viene interpretata dai fiorentini tutta in chiave locale. Sarebbe la risposta al caos per la poltrona di candidato sindaco a Firenze. Walter Veltroni pare sia arrabbiatissimo con i toscani che si fanno la guerra tra loro e rischiano di far perdere alla sinistra una roccaforte storica. Lo spettacolo dato per la battaglia di Palazzo vecchio danneggia il Pd. Per la poltrona di primo cittadino che Leonardo Domenici lascerà in maggio sono in corsa la dalemiana Daniela Lastri, Matteo Renzi, Lapo Pistelli e Graziano Cioni, l’assessore «sceriffo» che ha deciso di dare risposte drastiche al degrado della città. Una candidatura sgradita a Veltroni, bersaglio continuo di Cioni. Il segretario Pd preferirebbe Pistelli, per quanto venga dalla Margherita.
In Regione si sta profilando una situazione simile con diversi candidati a contendersi l’elezione a governatore. C’è il segretario toscano del Pd Andrea Manciulli, dalemiano doc, gli assessori regionali Riccardo Conti ed Enrico Rossi.
Ma tra Firenze e Roma si fa strada anche una interpretazione, tutta nazionale. La scelta di Enrico Letta per la Regione da parte della segreteria Pd equivarrebbe a un esilio dorato per uno dei concorrenti più pericolosi di Veltroni. Uno dei pochi giovani in quota Pd, tra l’altro in una posizione strategica: sempre più vicino a Massimo D’Alema, ma ben visto dai cattolici del Pd.
Un giochetto, questo, che se fosse confermato e scoperto dall’elettorato toscano potrebbe però diventare pericoloso e aggravare una situazione difficilissima per la sinistra locale. Nel 2009 si voterà in 220 comuni e il Pd già dà per scontato che la sinistra ne perderà molti. Scricchiolii fortissimi, che si sono sentiti anche in una città operaia come Prato dove, secondo i sondaggi, lo scarto tra Pd e Pdl è di un solo punto percentuale.
AS