LA VOCE DEL PADRONE

C’era una volta una squadra di calcio che si cullava nel ricordo di una gloriosa storia passata e che cercava di dimenticare il presente. Triste, molto triste, per quei tifosi che ogni domenica erano costretti a leggere i tabelloni della serie A e ad attendere la notte fonda per poter «ammirare» i gol della serie B. C’era una volta il figlio di un Presidente che ha avuto tanti demeriti e la sfortuna di incappare in una stagione maledetta, da cui non riuscì più ad alzarsi. C’era una volta Sampdoria-Crotone. Un tormentone infinito, può anche essere vero. Ma il «tormentone» è difficile da dimenticare quando viene vissuto in prima persona. Vi racconto questa favola, perchè io c’ero. Era il punto più basso dell’ultimo ventennio di Sampdoria, la squadra era composta da un Toro che veniva da Sora ma che ormai aveva perso le corna e da un centrocampo che contava 130 anni in quattro. Io c’ero quando i civilissimi tifosi blucerchiati si sedettero per protesta fuori dai Distinti. Il pullman della squadra non potè uscire dal Ferraris. I giocatori scapparono in incognito, su un autobus dell’Amt. C’era una volta anche un allenatore, Gianfranco Bellotto, che non ha le stesse doti di Novellino, ma a cui i tifosi sampdoriani dovranno sempre dire grazie. Salvò la Samp dalla serie C e lo stesso Novellino, in caso di retrocessione, sarebbe andato ad allenare altrove. E allora ogni favola ha una sua morale. Questa è facile, facile. La parola magica si chiama gratitudine, perchè a fare gli snob con i soldi degli altri sono capaci tutti. Ma quando si mangia pane e acqua poi non bisogna abituarsi all’aragosta. Perchè io c’ero, ad Aymaville, quando la Sampdoria rischiava di non iscriversi al campionato di serie B e solo la cessione di Vergassola al Torino permise al club di salvarsi dal fallimento. Quest’anno ho preso la marca da bollo per il passaporto, sono volata in Portogallo, in Francia. Un viaggio breve ma va bene così perchè i sussulti degli anni passati ormai sono chiusi in un cassetto e oggi posso andare al Ferraris con la speranza, e qualche possibilità concreta, di vedere la Samp battere il Milan. Forse, per qualcuno è poco. Forse anche a me piacerebbe vedere Recoba in blucerchiato. Ma la morale della favola è che se voli troppo in alto rischi di cadere.