La voce di Sarah Jane Morris vola tra Jimi Hendrix, Sting e il soul

Sarah Jane Morris è di casa in Italia, ma ai suoi concerti non ci si annoia. Anche perché la sua voce duttile, ora ambrata ora rugosa e dotata di un gran senso del racconto, vola veloce dal jazz al soul al rock rivisitato. Poi Sarah Jane cambia spesso formazione e quindi suoni ed arrangiamenti. In primavera l’abbiamo vista al Blue Note di Milano gagliardamente accompagnata da piano, basso, sax, batteria. Sabato è arrivata all’Arena - per il Milano Jazzin’ Festival - affiancata dalla nobile chitarra di Dominic Miller (alter ego di Sting) e da quella di Tony Remy, dal basso di Henry Thomas e dalla batteria di Martyn Parker. Con il fraseggio ora intenso, ora regalmente distaccato, la signora racconta le sue radici jazz e gospel (il classico Me and Mrs. Jones che le procurò l’ira della censura e It’s Jesus I Love), le origini soul con i Communards (Don’t Live Me This Way basata su quella di Thelma Houston), le citazioni libere e vigorose di Janis Joplin, Hendrix (Up From the Skies), Sting (Fragile) che ne fanno una cantante davvero completa.