Le voci escono ancora dall’ombra

Marzia Fossati

È un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Se le grandi produzioni cinematografiche made in hollywood parlassero in lingua originale, e nessuno si degnasse di tradurle, difficilmente Brad Pitt e Nicole Kidman avrebbero tanti estimatori anche nel nostro paese, che non pullula certo di poliglotti. Per questo il mestiere del doppiatore, spesso sottovalutato, riveste un’importanza straordinaria ai fini della riuscita di un prodotto straniero,cinematografico o televisivo che sia. E per premiare le più talentuose tra queste voci che, nell’ombra di un oscura sala di doppiaggio, instillano linfa e personalità ai nostri futuri beniamini, contribuendo al loro successo, (Woody Allen sarebbe lo stesso senza il supporto del falsetto mugolante di Oreste Lionello?) è stato istituito un Festival, denominato «Voci nell’ombra» appunto, giunto ormai alla nona edizione, che si terrà venerdì e sabato prossimo a Finale Ligure con due settimane di anticipo sul periodo tradizionalmente dedicatole. Questo per consentire lo svolgimento della serata conclusiva all’aperto, e coinvolgere così maggiormente abitanti e turisti della cittadina rivierasca.
Durante la kermesse, presentata da Claudio G. Fava coadiuvato da Max Novaresi e Carla Signoris, che vedrà premiati i vincitori delle singole categorie del doppiaggio, oltre ai premi speciali e alla carriera, interveranno, tra gli altri, personaggi amati e noti al grande pubblico quali Mariangela Melato e Claudio Bisio.
Una curiosità: i doppiatori italiani lamentano un’eccessivo fiorire di produzioni nostrane che nell’ultimo periodo, hanno portato a una relativa crisi nel loro settore, a fronte della soddisfazione dell’industria italiana dello spettacolo per l’imboccata ripresa. È inutile, per qualcuno che gioisce, ce n’è sempre un altro che piange.