VOCI INSISTENTI

Potrebbe essere il premio Nobel Mohammed Mustafa El Baradei, ben conosciuto in Occidente, l’uomo chiamato a salvare l’Egitto dal caos. Voci ricorrenti lo indicano come nuovo capo di un esecutivo al posto del dimissionario governo di Essam Sharaf: potrebbe essere lui a traghettare il Paese fuori dalle violenze. Attualmente è uno dei quattro candidati alle presidenziali. Di tendenza liberale, El Baradei ha acquistato peso politico nell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica dell’Onu, di cui è stato direttore dal ’97 al 2009. È stato per quel lavoro che ha vinto il Nobel della Pace nel 2005, nonostante le accuse dell’Occidente per essere stato troppo indulgente sul nucleare iraniano. A 68 anni, è accorso subito al Cairo per partecipare alla rivoluzione anti Mubarak. Il 28 gennaio o era in piazza Tahrir . Austero, poco incline all’oratoria, El Baradei riscuote simpatie fra i giovani e il ceto medio, ma per i suoi nemici sarebbe troppo vicino ai Fratelli Musulmani. Il sistema di potere al Cairo invece lo ha accusato di essere estraneo alla società musulmana d’Egitto.