Voci sui nuovi soci: Telecom vola in Borsa

A Zaleski una piccola quota dell’ex-monopolista. In Europa sale tutto il settore delle tlc

Maddalena Camera

da Milano

Seduta molto positiva ieri in Borsa per Telecom Italia che ha fatto segnare un rialzo del 4,4 per cento. Bene anche Pirelli con un più 1,6 per cento. Nelle sale operative il rimbalzo è stato descritto come «miracolo Zaleski», anche se si sapeva che il finanziere franco-polacco ha da un anno una piccola quota della società con circa 10 milioni di titoli in portafoglio. Secondo gli analisti non ci sono al momento altri possibili soci industriali al di là delle banche. A spingere i corsi, dunque, un rimbalzo registrato in tutta Europa del settore tlc con Deutsche Telekom in rialzo del 2,57% e Bt del 1,53%, ma anche un report favorevole di Merrill Lynch che ha messo in luce non solo il debito alto (41 miliardi previsto in diminuzione) di Telecom, ma anche utili crescenti grazie alla diffusione della banda larga della società. E così la banca d’affari statunitense ha alzato il target price a 2,4 euro prospettando diversi scenari. Il più interessante, ma anche impraticabile, sarebbe comunque quello prospettato nell’ultimo consiglio di amministrazione dall’ex presidente Marco Tronchetti Provera con la cessione di Tim che avrebbe portato alla creazione di un gruppo focalizzato sulla banda larga e sulla convergenza tra i media. Ma l’ipotesi, si sa, non è praticabile per i paletti messi dal governo sulla vendita dell’operatore mobile. Lo scenario peggiore sarebbe, invece, una situazione di stallo, in cui governo e Authority impediscono qualunque ristrutturazione. Merrill Lynch giudica però improbabile anche questo scenario che, se si verificasse, porterebbe anche a un’ulteriore riduzione delle stime e del dividendo. Un’ipotesi poco credibile, dal momento che l’obiettivo della controllante Pirelli è quello di mantenere alti i rendimenti. Lo scenario più probabile per la società presieduta da Guido Rossi è quello che vede, probabilmente entro la fine del 2007, la vendita dell’operatore mobile Tim Brazil, il mantenimento del debito a 3 volte l’utile operativo lordo e il riacquisto delle azioni di risparmio con un possibile aumento del dividendo.
In questo caso, il titolo dovrebbe arrivare almeno a 2,4 euro, a cui vanno aggiunti 0,14 euro di cedola. Dalla vendita di Tim Brazil il gruppo potrebbe incassare 6,6 miliardi di euro, a fronte di una flessione di circa 1 miliardo dell’utile operativo lordo nel 2007 e di 200 milioni di free cash flow. Lo scenario per Telecom è, dunque positivo, specie se qualche concorrente dovesse decidere di lasciare la scena. Secondo la banca americana, infatti, Hutchison Whampoa che ha investito 25 miliardi per crescere in sette Paesi europei con il marchio «3» potrebbe decidere di vendere visti i modesti risultati realizzati con i telefonini Umts. A quel punto «3» - ha spiegato Merrill Lynch - potrebbe essere acquistata da Vodafone e Telecom beneficerebbe del consolidamento del mercato.