Vodafone, 13 miliardi per entrare in India

Vinta l’asta per Hutchison Essar che ha 23 milioni di abbonati

da Milano

Vodafone acquisirà il controllo di Hutchison Essar, quarta compagnia di telefonia mobile indiana, per 11,1 miliardi di dollari. Il gruppo inglese ha vinto l’asta per il 67% della compagnia controllata dal cinese Li Ka-shing, annunciando un’offerta anche per il rimanente 33% in mano al gruppo indiano Essar. Nell’asta, Vodafone ha battuto Reliance Communications e il gruppo Hinduja e ha messo a segno la più grossa acquisizione dal 2003.
Il gigante britannico della telefonia mobile entra così di forza sul mercato indiano, dove è in atto un vero e proprio boom con 6,5 milioni di abbonati in più ogni mese e che offre un bacino potenziale di nuovi utenti vastissimo: attualmente, infatti, sono solo 150 milioni gli indiani che hanno un telefonino (ma dovrebbero diventare 500 milioni nel 2010) su una popolazione di 1,1 miliardi di persone.
L’acquisizione di Hutchison Essar, che vale circa 13,1 miliardi di dollari compresa la quota della società indiana Essar, e 18,8 miliardi compreso il debito, è la terza al mondo per dimensioni annunciata dall’inizio dell’anno. L’operatore telefonico indiano conta 23,3 milioni di abbonati al 31 dicembre scorso, con una quota di mercato pari al 16,4%. Obiettivo di Vodafone è portare tale quota tra il 20 e il 25% entro il 2012. Vodafone è già presente sul mercato indiano con una quota del 10% nel primo operatore mobile Bharti Airtel, ma scenderà al 4,4%.
Al termine dell’operazione, Vodafone possiederà direttamente il 52% di Hutchison Essar e avrà il controllo operativo della compagnia: partner locali manterranno il 15%, per rispondere alle norme indiane sulle partecipazioni straniere nelle società di tlc. L’indebitamento di Vodafone salirà a una cifra tra 22,8 e 23,3 miliardi di sterline a fine marzo, contro i 20,3 miliardi della fine di settembre. L’annuncio dell’acquisizione, nonostante lo scetticismo di alcuni analisti per i quali il prezzo pagato è troppo alto, è stato accolto positivamente alla Borsa di Londra, dove il titolo ha chiuso in crescita dell’1,3 per cento.